Affranto è l'uomo
Affranto è l’uomo dalla sua sorte,
annaspa nell’incertezza esangue
del divenire suo chiuse le porte
tra bene e male nulla più distingue.
Ancora scorre nelle vene il sangue,
le speranze languono, malasorte!
nel profondo del cuore vita spegne;
l’unico suo pensiero: la morte.
Ormai si sente solo e triste langue
più non sperando per se miglior sorte.
Il figlio sulla tomba triste piange;
muto ascolta complicate distorte
parole, ove il suo cuore s’infrange
che verità e giustizia son distorte.
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Commenti (1)
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giuseppe gianpaolo casarini12 aprile 2012
Versi dal forte sapore leopardiano... illusioni e speranze deluse... un richiamo anche alla fatal quiete del Poeta di Zacinto... il tutto scritto e presentato con grande potere evocativo...