Del mio pene sciagurato

siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro
Commenti (5)
tra il mistico ed il dissacrante, dialogo impenitente... al proprio membro che rimembra e s'accascia, che sia stanco di glandare a zonzo?... mi si perdoni l'ironia, ma ancora divertita non ho saputo trattenermi...! adoro l'autoironia, sintomo di grande intelligenza, e non facile argomento ha scelto il "nostro", in cui cimentarsi regalando sorrisi ed ammiccamenti! chapeau!
Il perder e il ritrovar sè stessi non è solo un atto metafisico... ma passa anche attraverso altre interiorità... Una poesia di grande espressività dallo stile inconfondibile che fa delle parole meri strumenti di equilibrismo per acrobazie da cuori forti... e palati fini. Bravo!
Esorcizzare prendendo per il naso ciò che, effettivamente, ai più, fa pura, non è da tutti. Se il corpo era, qualcosa che sembrava appartenerci, si rivela effimero, tanto quanto l'ombra che proietta sulla terra. Sempre vivo invece è l'intelletto. Brilla come un diamante il tuo talento, indiscutibile, che tanto ammiro.
beh, peso che questa la terrò per un possibile (spero più tardi che mai) testa a glande con il mio bimbo da un occhio solo. che dire, un dialogo tra due geni? mi hai fatto sorridere di gusto... GRANDE (glande?)
Un umorismo da osteria popolana al sabato sera, un doppiosensismo senza effetti speciali, giochi di parole che presumono puerilità di concetti. Insomma, se "quello" è a terra moscio e non vuol saperne di alzarsi, ancora di più è a terra e moscia questa composizione. Che non si alza certo ach'essa a vette di poesia.



