Vittima immolata
Lauretta48
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La diabolica spirale
appesantita dal sapore del cibo,
non da tregua alla mia lingua.
L'olfatto è tornato stanotte
solo per un istante,
a regalarmi l'odore pungente
di un caldo caffè.
Un cerchio intorno alla testa,
una bolla di sapone il respiro
che preme alla gola.
Sfiorito il mio viso,
opachi gli occhi sinceri.
Nutro la mia pianta
con fiumi di lacrime amare
e colgo il fiore di un sogno
che lentamente appassisce.
In questo silenzio
di voci a me note,
t'ascolto coscienza
che taci e m'inganni.
©
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L'autore
Lauretta48
Sono di Selva di Levico,( TN ), amo da morire dove sono nata e apprezzo la vita nelle semplici cose, la natura fa parte di me. Vedova, una figlia che, con il marito viaggia il mondo in tondo, scrive per gli altri: sul Giornale Trentino e su libri " Anime libere" e altri pubblicati recentemente, devoluti in be
Commenti (2)
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Fiorenzo13 gennaio 2007
Per me bellissimi versi. Gli ultimi straordinari, la chiusa ”stupefacente”, da non fraintendere... Un. Fiore.
M
Mariasilvia13 gennaio 2007
Ti confermo il mio interesse per questa lettura ben scritta. Scivola bene.La chiusa molto sentita.

