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Riflessioni 17 aprile 2012 · lettura 1 min · 3146 letture

I tre tempi

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Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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Il primo tempo è per la lettura di libri obbligatori o, meglio ancora, liberamente scelti per la cura di quei mali dell’animo di allora. Il secondo s’impiega ad insegnare, in ufficio, officina, nella scuola, una parte di ciò che d’imparare credemmo, e ricordar possiamo ancora. E’ il terzo tempo dedito a scrittura di quello che sembrava perso allora, ma che aveva in realtà la scorza dura, e torna in superficie proprio ora.
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Manca il "quarto tempo" in questa poesia! Giorni fa seguivo distrattamente alla televisione una trasmissione dedicata al ricordo del cardinal Martini, ed ho appreso che, nell'ultimo periodo della sua vita, ormai vecchio e malato, l'intelligentissimo e preparatissimo ecclesiastico (sarebbe stato un ottimo Papa!) soleva ripetere un proverbio indiano: la vita è costituita da quattro fasi, la prima per imparare, la seconda per insegnare e la terza per meditare (e fin qui ci siamo); ma esiste anche una quarta fase, quella in cui, pur non abbandonando del tutto le tre attività summenzionate, abbiamo bisogno dell'aiuto degli altri, per farci curare e consolare.5 settembre 2013
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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (3)

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Anna6217 aprile 2012

Tre tempi, che a ben pensare riassumono una vita, solo che non si smette mai di imparare e dunque quello dell'apprendimento è un tempo che dura una vita, anche in punto di morte si aprrende come si muore. Versi semplici, ma efficaci

carla vercelli17 aprile 2012

Questi tre tempi, descritti musicalmente dal poeta in ordine cronologico, possono anche sovrapporsi nello stesso momento della vita... poi esistono... i tempi supplementari e anche i rigori...

Anna Piccirillo ov7 settembre 2013

Le considerazioni del compianto Card. Martini, messe in pratica magnificamente da Benedetto XVI con la sua rinuncia al papato, devono farci riflettere su come ognuno considera la vita. I versi belli mi hanno fatto pensare che, avendo cominciare da poco a sentire il bisogno di scrivere, è arrivata anche per me la terza fase... Ecco, forse la quarta fase accompagna tutte le altre e consiste nella capacità di accettare che il tempo passi inesorabile anche per noi... nella fatica di imparare a dipendere anche dagli altri proprio quando ci sentivamo al culmine della nostra onnipotenza... questa consapevolezza è l'aspetto più difficile della maturità che speriamo di raggiungere prima che sia troppo tardi...