Credere nel domani

Fuggire
come acqua di mare
tra le mani,
vita complicata
come un respiro
che non fa rumore,
piccole cose
che non si comprendono
che bruciano nel dolore
di profonde ferite
in coloro
che non si arrendono
e continuano ad andare avanti.
Fuggire
come sabbia di clessidra
tra le dita,
un sorriso cambia
all'istante l'umore
scalda
come la luce del sole,
guardando locali
di un fabbricato
dove si odono grida
nel dolore dell'abbandono
perché traditi
e lottando
chiudendo gli occhi
per non sentirsi soli
fermandosi a pensare
credendo nel domani.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
P
Tutte le opere →
L'autore
Patrizia Pepe
Patrizia Pepe nata a Catania nel 1961, ho vissuto i primi anni della mia adolescenza a Muro Lucano (uno dei 100 paesi più belli d'Italia) in provincia di Potenza. All'età di 16 anni sono andata a vivere da sola a Roma, dove lì ho lavorato e studiato, maggiorenne sono ritornata nella mia città natale dove vivevano i mie
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Bruno Leopardi18 aprile 2012
Credendo nel domani, questa chiusa è la sintesi di tutta la poesia. E' il farmaco vitale per continuare a vivere. E' essenziale convincimento per tentare di ricominciare. E' molto sentita.
