Carnefice dell'anima

Mi chiamo Elisabetta Randazzo e vivo in Sicilia, a Bagheria. Da piccola amavo stare in compagnia di mio nonno, Antonio Landolina, amavo stare con lui perché tra le altre cose era anche un Cantastorie e m’incantavo ad ascoltarlo. Non credevo di poter scrivere, in quel tempo… ma con il passare degli anni sentivo cresce
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ogni parola come macigno pressa... dentro i misteriosi labirinti dell'umano animo passano fluttuando antiche immagini e ad ognuna di esse appeso un frammento... un ricordo, qualcosa che lacera, che pian piano si disperde coperto da quella coltre del tempo che, pietoso, finisce per stendere il suo velo su tutto alleviando rimpianti, acredini e pene... molto apprezzata per l'aver saputo condensare in una manciata di versi drammi che spesso sconvolgono la vita dell'uomo, inteso come generalità, sia esso uomo o donna.
saggio lasciar andare via i sentimenti oscuri, non coltivarli nell'animo, essi divorano, a discapito della gioia. Nulla permane uguale nel tempo, ed esso è così breve e prezioso ch'è un vero peccato gettarlo odiando, o mantenedo in vita ricordi che feriscono ed alimentano rimpianti o vecchi rancori, non ne vale proprio la pena. Versi che lasciano riflettere su ciò che abita dentro e dentro si consuma, molto piaciuti.
Parole misurate con sapienza che danno la forte e netta sensazione di una cupa presenza, invincibile ed opprimente. Si evince il fitto intreccio doloroso di un vissuto che come un nero strascico resta e pesa sulle spalle, anche nei momenti di gioia ed euforia.
Il tempo la medicina giusta... e nel tempo si disperdono gli asti che avvelenano la mente ed il cuore! Bellissima Foglia rossa meritatissima. Me la tengo!



