Assurdo paradosso
Luca Ventura
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Sorprese la pioggia le valli dell'Ade
basiti i dannati esterrefatti i demoni
il rombo d'un tuono spezzo ogni domanda
le fiamme sembrarono farsi più alte
Dai baratri oscuri d'assurdo dolore
le risa d'un uomo a spazzare il tormento
conobbero gli occhi d'antiche creature
l'amara espressione chiamata terrore
Spiegaron le ali da ogni girone
stormi di esseri un tempo celesti
leggiadro il volteggio fra venti infuocati
condusse al cratere che vide l'inizio
Le risa assordanti divennero un urlo
più forte d'un tuono più intenso del mare
furono doglie per rocce e terreno
fu il parto più assurdo che il tempo mai vide
L'essere arcano spiegate le ali
volò fra le spire di oscuri demoni
incurante degli esseri in rossa spirale
fu coro di urla ma privo d' azioni
Ecco risorto dal regno dei morti
l'essere antico che porta il mio nome
la morte non vuole chi il corpo non cede
fu l'alba d'un era da genesi ad ora.
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L'autore
Luca Ventura
Nato a Catania il lontano 18 dicembre del 1980, in un giorno qualsiasi per molti, ma non certo per mia madre... Un ragazzo come tanti, forse sarebbe meglio dire come troppi, la passione per la poesia la scopro all'età di 14 anni quando scrissi la mia prima poesia su uno stralcio di carta trovato dentro il portafogli
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