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Famiglia 21 aprile 2012 · lettura 2 min · 3155 letture

Poesia triste

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Siamo all'ultimo taglio, ma niente è andato via dal silenzio della memoria: sono figlio dello squilibrio. Ricordo... io, pianta spontanea, osservavo il fratello, erba troppo coltivata; si lamentava, sono stanco non son motivato, povero me, sono traumatizzato. Ed in silenzio, vedevo la madre, mia madre, che lo inseguiva, lo blandiva, lo vezzeggiava... studiavo e lavoravo, non v'erano soldi per me, e questo era il mio dovere, mi si diceva, avendo scelto di studiar medicina; poverino, seduto otto ore al giorno, lui lavorava già... non v'erano soldi per me, ma per le sue vacanze, per i suoi vizi per la sua casa, per i suoi errori per le sue follie. Sembrerà strano, non ho rancore né rimproveri; non ho mai suscitato tenerezza nè comprensione, sono cresciuto muto, e sbaglio in silenzio, pago in silenzio, accetto la vita in silenzio, rialzandomi ogni volta senza far pagare nessuno, se non me stesso, imparando dagli errori. Non è strano l'affetto che ho per te, o madre... l'hai fatto diventar invalido sotto la luce del tuo amore sbagliato ed eccessivo; mi hai salvato ignorandomi, lui ha le stampelle, io cammino.
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...nessuno è mai stato... troppo comprensivo con me... a partire da mia madre. Ed io ringrazio tutti di non avermi reso un invalido...

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (2)

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Rita Verrocchio21 aprile 2012

Amarezza - umiltà - fiducia - gratitudine - Questi profondi versi mi hanno fatto molto riflettere... non è descritto l'amore ma l'egoismo di una madre verso il figlio prediletto... non emerge odio o rancore ma gratitudine...! Complimenti.

Desireé Nigito21 aprile 2012

Versi che spiegano l'incomprensione di una madre per un figlio che lavora soffre in silenzio e vive senza esser di peso. ma si intravede anche la consapevolezza che la vita quella vera, quella fatta di scale, sudore, lacrime... la si conosce perfettamente! complimenti... tanto di cappello!