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Satira 22 aprile 2012 · lettura 1 min · 3088 letture

Libri di poesia a pagamento

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Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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A volte mi domando se normale, in questo nostro mondo assai virtuale, sia ancor libro di carta pubblicare, ed ingombrare più d’uno scaffale. Sono case editrici a pagamento quelle che danno spesso l’illusione d’avere scritto un libro d’eccezione a poetucoli senza fondamento. Sono persone a volte già affermate in altri campi della conoscenza (libere professioni, qualche scienza) a scrivere parole inadeguate. Ma tale è della psiche vanità che avvertono costoro l’esigenza di tramandare agli altri la presenza nel mondo della loro identità. E nulla di più facile da scrivere c’è che vuota accozzaglia di parole, moltiplicate sulla carta a sole poche migliaia di euro poi da spendere. Se è morta l’arte nostra, o in agonia, e si voglion conoscer gli assassini, bisognerebbe mettere nei primi posti questi editori di "poesia" . Al macero in gran parte destinati, quei libri non saranno mai comprati, solo in minima parte regalati, e in reconditi spazi relegati.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Ci saranno certamente delle eccezioni, ma ho avuto occasione di dare qualche occhiata ad alcuni di questi libri...

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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (6)

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aspide22 aprile 2012

Una verità incontrovertibile quella che Terracciano esprime nei suoi versi, del resto oramai ben conosciuta. Siamo nel campo del gatto e della volpe: "Pubblica pure quel che scrivi con noi. I nostri prezzi sono eccezionali, ci occupiamo di tutto, se arrivi ad ordinarci mille copie ti facciamo un consistente sconto." L'illusione e il carezzamento della vanità portano molti a fidarsi ingenuamente e a pagare per vedere le loro "opere" stampate su fogli di carta, con una copertina, un titolo e, soprattutto, il loro nome. E' una soddisfazione che però tutti hanno il diritto di rincorrere, e spesso con sacrificio finanziario, anche se perfettamente sappiamo che la gran parte di quei libri andranno al macero, dopo che qualcuno sarà stato regalato.

unaqualsiasi22 aprile 2012

...e poi nelle librerie (anche e soprattutto in quelle di cui avresti bisogno di un mese di ferie per visitarle a fondo), lo spazio dedicato alla Poesia è pochissimo o addirittura totalmente inesistente... purtroppo, la vanità acceca...

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hy ju22 aprile 2012

La vanità d'un gesto è nella sua vuotezza. Autoincensarsi è dannoso, perché ci si investe di qualche cosa che non si è, neppure in minima parte. Pubblicare a proprie spese una raccolta di poesie e poi regalarla agli amici e ai conoscenti, non è di per se stesso un atto che ci incolpa di assassinio della poesia. La persona boriosa e vanesia può forse credersi un grande autore, questo avviene però, in tutti i settori dell'umano consesso. La misurata valutazione di ciò che si è, la sana autocritica e il non prendersi mai troppo sul serio, ci permette di fare un passo alla volta, sempre in avanti, nella vita. Grazie per lo spunto di riflessione, mai banale.

Raffaele De Masi23 aprile 2012

Ogni forma d'arte di questi tempi viene data per morta, perché è un mondo usato il più delle volte per puro esibizionismo, e decade la sincerità in esso. Tuttavia, anche l'argomento meno interessante può sortire un'inaspettata sorpresa. In altre parole, si crea l'arte se non si ha intenzione di crearla... e questa tua poesia satirica che riguarda quest'argomento è un esempio di quello che affermo.

Marcello Comitini22 maggio 2012

Ecco una mezza poesia a commento della tua: Ho pubblicato anch’io con ilmiolibroittì, gioia dei poeti, sfogo dei romanzieri, sogno coronato di storici e saggisti d’esperti in culinaria di amanti di avventura (restano un po’ in disparte solo gli economisti, filosofi, teologhi, bibliofili e analisti - esseri non romantici, freddi ragionatori - nemici dell’inganno di sognare pagando). Parole scritte in fretta fra tegami sudici, cespi di verdure sui top delle cucine, fra lagne dei bambini rimbrotti del compagno. Parole scritte in bagno, tra una doccia e un bidet parole insanguinate dal rasoio che sbarba spremute spalmate come un dopobarba. (segue)

Rossi Alessio6 giugno 2012

Una poesia che è un pugno nello stomaco... e quella che esprime purtroppo è la cruda e durissima verità.Queste case editrici sono uno specchietto per le allodole, ti convincono che potrai fare strada e ti fanno credere che il tuo libro sarà venduto nelle migliori librerie... Eppure quello di pubblicare un libro è e rimarrà un mio sogno, e magari mi farò stampare un tot di copie solo per regalarle a amici e familiari... pazienza se spenderò qualche soldo, ma almeno realizzerò un piccolo sogno, visto che la vita già ce ne distrugge tanti. Ma il mio pensiero nulla toglie agli ottimi e veri versi scritti dall'Autore