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Impressioni 22 aprile 2012 · lettura 2 min · 1581 letture

Telecamere e dolore

Bruno Leopardi 769 poesie pubblicate
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T'ho visto mentre ti accasciavi in un attimo... E avrei voluto che gli occhi freddi di quel che non ha né anima né amore, via da te s'allontanassero ... Invece, invece lei restava li a filmare, il tuo respiro greve che non lasciava al cuore dubbi come i fiocchi di neve che quando scendono son neve e non un'altra cosa e non puoi confonderla con niente, come un'orchidea non lo confondi con la rosa. Io, impietrito, t'ho visto per interminabili minuti lottare contro la morte e tutti intorno li, sgomenti muti... Adesso, tremo mentre scrivo... le tue cosce si muovevano: un disperato tentativo, l'ultimo di esser vivo. Io, io chiedo troppo se vi chiedo con il cuore in mano di essere meno "presenti" quando sta per morire un uomo? E che si rispettasse la morte e il suo carico di dolore, e la "tele" si allontanasse, cedendo il posto al cuore. Perché, la mia esistenza me l'ha insegnato: Cristiana riverenza per l'ultimo commiato. Quello che che non ha parole. Addio ragazzo mio, addio da me ho tante lacrime dentro per te. Tu, età di un figlio mio: mille volte ancora avevi da far centro, prima di andar da Dio. Addio ragazzo mio, a te che l'esistenza tua ti ha dato, oceani e oceani di dispiaceri e che vivevi quasi solo per lei sorella dei tuoi pensieri. Ora, per lei, da lassù la tua partita, e da lassù, le starai accanto: questo è il più bel gol della tua vita.
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Commenti (3)

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C

era inevitabile che la telecamera riprendesse visto che questo povero calciatore è deceduto mente giocava una partita di calcio, comunque con la non discrezione che hanno i giornalisti davanti a degli eventi dolorosi, profonda, apprezzata

L
Lory23 aprile 2012

siamo in molti ad essere stati toccati dall'insensibilità dimostrata dal cameraman o da chi lo ha obbligato a lavorare in un momento così triste. la cosa mi consola, di sano fastidio in giro ce n'è ancora.

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rstorace23 aprile 2012

vige ai nostri giorni la spettacolarizzazione di tutto, del dolore e ormai anche della morte... splendida poesia che mette il dito in una piaga lacerante dinanzi alla quale con le lacrime agli occhi mi indigno!!!