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Introspezione 16 gennaio 2007 · lettura 1 min · 4605 letture

Musicò l'assurdo

Luca Ventura 83 poesie pubblicate
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S'increspano le rime sull'intristir dei cieli vermiglie sfumature fra laidi canti di sirena ebbro di emozioni insulse, scruto l'illusione L'ipercubo dell'essere si spiega all'apatia forme apiformi di brutti ricordi si posano nutrendosi del nettare dolce di antichi sorrisi Sciamare di vespe su strade di empie ambizioni spezzarsi d'illusorio, rintocchi di incoscienza E' un topo che si nutre dei resti di una tigre Levo lo sguardo alla coppa delle parole inutili attendo mi decantino l'assoluto di verità ideali tutto tace nell'antro della belva mitologica E' l'inesatto che si nutre di follia nella mia genesi ritorna la verità generica di letture astrologiche nel brillare di una stella non vi sono risposte Si spezza il cristallo liberando antichi aromi è il suono scaturito che detiene l'asintotica realtà può il ghiaccio primitivo imprigionare una stella? Trovata la risposta troverò la mia reale essenza capirò la monotona ripetitività dei tempi e delle ere sarà per me il futuro negato complemento del passato
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Luca Ventura

Nato a Catania il lontano 18 dicembre del 1980, in un giorno qualsiasi per molti, ma non certo per mia madre... Un ragazzo come tanti, forse sarebbe meglio dire come troppi, la passione per la poesia la scopro all'età di 14 anni quando scrissi la mia prima poesia su uno stralcio di carta trovato dentro il portafogli

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Commenti (4)

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Elisabetta Randazzo16 gennaio 2007

Bellissima entrata Luca... sono contenta che sei ritornato

C
Camel12 maggio 2007

Leggendo le tue poesie mi è tornato alla memoria le ballate cinquecentesche che esprimevano gioia di vivere ed entusiasmo; è un peccato che tu non voglia più scrivere è una grande perdita. Pensaci ancora un'ultima volta

L
Loriesse20 agosto 2007

Cosa dire... parla da sè... una meraviglia... m'inchino a tanto ardore di parole e suoni

I
Iris7 novembre 2007

”si spezza il cristallo liberando antichi aromi” questo verso mi ”tocca” personalmente, tutta la poeisia è semplicemente stupenda, da leggere e meditare.