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Riflessioni 26 aprile 2012 · lettura 1 min · 2003 letture

Cosa ci resta

Giovanni De Gattis 174 poesie pubblicate
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Cosa ci resta dopo l'insaziabile voglia di benessere. Crescere nel tormento di uno scroscio d'acqua e dilagare nella piena di un incomprensibile incapacità nel lasciarsi andare verso nuovi orizzonti. Passare ore delegando se stessi a sagome impresse nell'aria densa del non vivere e perdere la testa nel circolo ambiguo del sì tutto bene. Cosa ci resta se non prendere a calci la tormenta nell'ombra di noi stessi soffocando i cattivi pensieri nascosti nel vivere quotidiano. In questa impercettibile catena che ci lega le mani e rende impotente l'essere sano che è in noi. Non so, se nel tempo riusciremo ad imprimere il sereno smaltendo la burrasca e lasciando i sogni fraseggiare coi pensieri sul limite prossimo della caparbietà più sincera di una testa pronta al gran passo di dire: no! basta! ora decido io! Cosa ci resta se non essere se stessi.
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cosa ci resta se non capire noi stessi... null'altro potrà mai soddisfare il nostro essere.14 agosto 2012
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Giovanni De Gattis
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