Cosa ci resta
Giovanni De Gattis
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Cosa ci resta
dopo l'insaziabile voglia di benessere.
Crescere nel tormento
di uno scroscio d'acqua e
dilagare nella piena
di un incomprensibile incapacità
nel lasciarsi andare
verso nuovi orizzonti.
Passare ore
delegando se stessi
a sagome impresse
nell'aria densa del non vivere
e perdere la testa
nel circolo ambiguo
del sì tutto bene.
Cosa ci resta
se non prendere a calci
la tormenta
nell'ombra di noi stessi
soffocando i cattivi pensieri
nascosti
nel vivere quotidiano.
In questa impercettibile
catena
che ci lega le mani
e rende impotente
l'essere sano
che è in noi.
Non so, se nel tempo
riusciremo ad imprimere
il sereno
smaltendo la burrasca e
lasciando i sogni
fraseggiare coi pensieri
sul limite prossimo
della caparbietà più sincera
di una testa pronta
al gran passo di dire:
no! basta! ora decido io!
Cosa ci resta
se non essere se stessi.
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Giovanni De Gattis
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