Qui tra i tuoi scialli
Giorgia Spurio
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Di un segno, il rosso,
tra i capelli, e il bianco,
di un dito, canuto il petalo,
eppure ti amo, cara,
ancora, come nel giardino che d’autunno
mi raccolse, come foglia caduca,
e silente, tra le tue ancore
prodigate nello schiarir del giorno,
fino a raccogliere tra le reti
di pescatori, conchiglie e stelle.
Di un sol simbolo, il viola,
il tango che i piedi non poterono ballare,
che il mio mutismo di timida voce
non poté raccomandare né chiedere,
il nome di un bocciolo, tra spine
e nefeli, tra lucciole e ali spezzate.
Di un Sol, unico suono,
una nota che accompagna dei pentagrammi
le parole non pronunciate,
mai come quel tuo Si
urlato tra i venti di Pan,
tra i boschi e cornamuse
dei folli che non dissero mai
il proprio nascondiglio.
E ti guardo ancora,
musicata tra i dipinti di casa,
su ogni mattonella, o pavimento,
su ogni muro, che la mia anima
abbia sfiorato il tuo respiro,
e mi miagola il petto,
come un ringhio fedele
tra fusa e protezione.
E mi sdraio, qui,
tra i tuoi piedi uniti,
tra i tuoi nudi momenti
di sole d’estate,
-e mi nascondo qui-
tra i miei sogni
e i tuoi segreti,
qui dove la finestra
rinchiude, fuori nel freddo,
l’inverno.
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L'autore
Giorgia Spurio
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