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Amore 28 aprile 2012 · lettura 3 min · 2069 letture

Quel tenero e dolce bambino

Bruno Leopardi 769 poesie pubblicate
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Ventisei anni fa, lei una ragazza bambina bellissima, ventunenne io, un giovane ventiquatrenne, Noi, un giovane Amore. Da poco sposati ed un figlio in arrivo e i sogni, i sogni tutti da sognare ed i colori negli occhi: quelli del mare. Quelli ti abbagliano e non ti fanno dormire, non fanno dormire, se non spegni la luce del cuore, che illumina il celo, e se poi non ci fai all'amore per un giorno intero... La casa della nostra esistenza era una "bomboniera matrimoniale": cucina, bagno e una stanza tutto li, dormire e mangiare. I soldi, erano sempre pochi come oggi, del resto però, il cuore ricchissimo d' Amore, in ogni gesto. E quel bimbo calciava e spingeva quante notti con l'orecchio su te sul pancione, non si resisteva a pensare: somiglierà a me? Poi, ci dissero che non era normale che qualcosa andava storto che c'era tanta "sofferenza fetale" che il nostro bimbo era quasi morto. E iniziammo a girare dovunque ed a tutti chiedevamo consigli eravamo ormai al sesto mese, allora io, come ora scrivevo, e di lacrime riempivo i miei fogli. Non mi sento di vergognarmi a raccontarvi che bevevo lacrime calde le mie, che scendevano come cascata mentre, cercavamo una strada, tra ospedali e corsie. Era l'anno della paura, quello della notte più dura esplosione tremenda, spettrale: maledetta centrale nucleare noi impietriti dalla paura. Ci dicevano che forse era stata l'esplosione vulcanizzata e il vento che dall'est arrivò a creare una strage annunciata: tanta esistenza malformata. I dottori non elaboravano, ed allora ci dissero in tanti che per la vita del nostro bambino era inutile anche affidarsi ai santi. E ci lasciarono al nostro destino... Ma a vent'anni si è ancora bambini ed il peso del dolore ti spacca, ma non puoi sovvertire i destini anche quando, il male forte ti tocca. Poi, il mio Amore di donna partorì nostro figlio: senza vita era il nostro pulcino e le lacrime cadevan dal ciglio per quel tenero e dolce bambino. Un bambino piccolo e gracile che somigliava ai colori del sole, lo guardavo e non smettevo di piangere poi, restavo li muto, senza parole. Amore mio, che mai ho visto camminare piccola vita che andasti subito in celo ti ho dato e continuo a darti Amore e Amore ma dentro me è sempre un grande gelo. Adesso le cose tra noi due vanno come del terremoto le macerie, le mie ambizioni, non son più le tue ed io, mi ritrovo ad abbracciar miserie. E penso a volte che forse, che noi... chissà, ci potrebbe essere un ritorno ma adesso, io vorrei, non vorrei e tu non vuoi, non puoi e sta passando anche questo giorno. E oggi, sai... non è facile scriverlo sul quel foglio ma chissà, forse domani, nel nome dell'Amore per quel nostro primo figlio...
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A 20 anni si è quasi bambini, la vita sorride ed i soldi ti servono a poco: il mondo è nelle tue mani. Poi, ti ammazza un evento inatteso che per coincidenza corrisponde allo scoppio di Chernobyl. A 20 anni un figlio è il volo di un' aquila reale. Invece, per noi, fu la morte di una farfalla...

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Bruno Leopardi
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Commenti (8)

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C

toccante poesia, un vissuto doloroso , la morte di un figlio è la cosa più dolorosa da sopportare, intensa poesia complimenti

Grazia Denaro28 aprile 2012

Dolorosa poesia che colpisce molto nell'intimo anche il lettore che s'immedesima in questa grande tragedia vissuta dall'autore. La morte d'un figlio è il dispiacere più grande che chiunque possa avere e mai riuscirà a dimenticare. Poesia coinvolgente e d'impatto emozionale, apprezzata!

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rstorace29 aprile 2012

ogni verso è un dolore, sono commossa, deve essere terribile, ma si può ricostruire quello che è stato un grande amore, non è vostra la colpa, ma del destino crudele che a volte sembra accanirsi sui migliori...

Gabriella Franchi29 aprile 2012

Il dolore che eprime nella poesia è chiaro come l' amore giovane e bello che unisce le vostre anime. "dello stesso colore del mare""come il volo delle aquile", spendide emozioni per giorni di dolore, che lei ha saputo far comprendere, con capacità e bravura. Molto bella!

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Lory29 aprile 2012

questo è destino, nudo e crudo. nessuna colpa, eppure ci si trova a subire torti della vita. inermi e con irrisolvibili "perché a me?", "perché esistono cose così?". e si chiudono Amori che non meriterebbero di morire perché potrebbero arricchire questa dimensione di vita. non è il caso di avere rimorsi, non tutto dipende dalla nostra volontà. non si può fare altro che accettare con forza, gli eventi negativi di questa esistenza.

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tiziana rosella30 aprile 2012

una poesia che mi ha commosso, toccandomi nel profondo, parole piene di significato e dolore immenso che la vita a volte riserva a noi esserri umani. Un dolore che rimane dentro e nessuno potrà cancellare nemmeno il tempo che scorre riuscirà a rimarginare una ferita che fa parte di noi, che è dentro il nostro cuore. Bellissima complimenti.

morena30 aprile 2012

Difficile riuscire a capire tanto dolore, credo che solo vivendolo si riesca a provare quel vuoto nell'anima che lascia tale perdita. Impossibile leggerla senza commuoversi ad ogni verso. I miei complimenti non vanno allo stile di questo autore che sento molto, ma alla forza d'animo, al coraggio nell'esprimere questo scorcio di vita. Un abbraccio.

Antonella Avolio30 aprile 2012

Molto triste chiaramente ma oggi, dopo tanto dolore e lacrime versate, c'è uno spazio da dedicare alla sicurezza o meno dell'energia nucleare.