Squame
A fianco alle note celesti dell’essere giusto
via via le gambe dei secoli immensi
vanno scariche e stanche
di tutti i raggiri possibili e non.
Potevamo mai immaginare tale scompenso?
A detta di Fromm pare proprio di sì...
già! pare proprio di sì.
Di questi tempi, ormai bui
le idee dileguano in un oceano
già impastato di nafta,
anche quei pochi e lucenti reduci immersi
non hanno più identità.
Tolte squame e pelle oltre il capo
ogni trancio sarà quel che si vuole
esso sia per ogni occasione
e per ogni evento.
©
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Commenti (1)
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Salvatore Armando Santoro29 aprile 2012
Non ho capito se il riferimento sia a Fromm (e Froom forse sia solo un refuso) perché Fromm è uno dei pochi psicanalisti che ha approfondito lo studio psicanalitico dell'uomo nella società ed il suo bisogno di sicurezza. La poesia, infatti, è pervasa da una patina di sociale che avvince e mi trova coinvolto. E poi, con finezza, viene tracciata anche un po' di storia recente con quei "reduci senza identità" che ancora galleggiano ma che non hanno più voce sommersi come sono dal qualunquismo e dalla demagogia. Insomma una poesia tosta, come poche se ne pubblicano su questo portale dove abbanda molta mielina e poco miele! Ma se togli la "mielina" cosa rimane?
