Il custode del cimitero

Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia
Commenti (6)
Il pregio nn lo trovo nella forma, ma nell'articolazione dei pensieri... si allontanano talmente dall'ordinario, tangibile e sfiorano con una tale naturalezza l'infinito, l'assoluto... è la prospettiva da cui si pone l'Autore, così straniante... a dare un senso di vertigine... a far vedere oltre... Grande!!!
la trovo geniale e non posso che esprimerti la mia felicità per averla letta...
Forse a tratti è troppo prosastica, ma le parole e le immagini sono sicuramente molto belle... fa riflettere la chiusa, con i bambini che giiocano fra i morti, bimbi forse ancora ignari di ciò che attenderà loro versola fine... C'è questa figura, quasi nascosta fra i versi, ma imponente, decustode del cimitero: egli se mbra appartenere ad un altro mondo, a metà strada fra i vivi e i morti. Credo che questo componimento, con una maggior attenzione stilistica, sarebbe staton piccolo capolavoro.
...colpita nel profondo... come fosse un rovistare... un gesto che appartene solo agli umani la sepoltura... che piangono, come dici, la propria morte... avrei tanto da dire... ma come si fa... respiro e penso alla pace fra le tombe... quando si riesce a sorridere... è un archetipo questa poesia... ti fa entrare nel... continuum...
E' un piccolo capolavoro, lo è. Sensibilità e capacità poetica lo mettono lì, nel posto dove stanno le parole che lasciano un segno. Impossibile da commentare, va solamente letta e conservata per rileggere.
E' una poesia spontanea nel suo svolgersi, tocca l'argomento morte con profonda... leggerezza. D'altronde chi ama Jaco... non può che essere artista moderno o meglio attuale.






