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Satira 30 aprile 2012 · lettura 1 min · 1595 letture

S'apron le bocche, s'odon tromboni

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Paolo Morganti 1117 poesie pubblicate
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Non passeggio sui prati, cinto d'alloro, amo camminare su percorsi difficili, scansare tutti i sassi, evitare le buche per non cadere scivolando e fare brutte figure. Il rispetto è nel cuore delle persone, se non si possiede non si acquista dietro mercede, non è un lavoro a regola d'arte è un pregio e un'etica fine. S'apron le bocche espirando alito se nella sera si è dell'aglio mangiato meglio fuggire per non restare stecchito. Si parla a vuoto, ci si dimentica della spina che scollegata al cervello non comanda l'abbrivio. con la spocchia in saccoccia si va lasciando qua e là l'aglio mangiato che solo puzza fa. Come una farfalla impazzita di fiore in fiore ci si ciba di polline; Rigurgitato, non regala profumato miele solo velenoso verde fiele.
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Paolo Morganti
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Commenti (7)

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C

parlare spesso a vanvera senza collegare il cervello alla lingua è predominante in questa società,un puzzo terribile esce dalla dilagante maleducazione, complimenti, apprezzata

Sara Acireale30 aprile 2012

Parole, parole e ancora parole... A cosa servono tante parole se poi si parla a vanvera? Questa dilagante logorrea non porta a niente di buono... A volte una sola parola espressa bene può valere più di fiumi di parole che non hanno senso... Purtroppo assistiamo impotenti a questo fluire di chiacchiere nocive e anche violente che s'infiltrano nel cervello ed è così che vengono "addomesticate" le masse dai mass media...

Garbofania30 aprile 2012

Io adoro le Parole, credo di rispettarle perlomeno mi sforzo di farlo. Purtroppo devo constatare quanto spesso vengano USATE, utilizzate a sproposito, di come ci siano oratori abili e ben istruiti, il cui compito consista nel convincere le masse e condurre il loro pensiero strumentalizzarlo. Oppure mi capita di ascoltare personalità vuote e narcisistiche che non fanno altro che compiacersi della propria "eloquenza" spargendo parole vuote ma elegantemente esposte. A parer mio grondanti di volgarità.

Grazia Denaro30 aprile 2012

Parlare a vanvera e non collegare il cervello alla bocca, spesso si dicono tante di quelle cavolate o falsità che rendono ridicoli coloro che non se ne rendono conto. Purtroppo questo è un difetto di tanti quello di mandare puzzo d'aglio che se non ci si scosta si resta stecchiti dal tanfo. opera apprezzata!

EnzoL30 aprile 2012

eh, come ben dice l'autore, il rispetto non è dote acquisita, e spesso, purtroppo si riempie la bocca di parole inutili, tronfie ed irrispettose... ottima satira, che condivido... bella la forma oltre che il contenuto

Fiammetta Campione30 aprile 2012

Parole sante, le tue naturalmente, non quelle che escono dalle bocche piene di arroganza e supponenza e dicono meno di nulla. Bella e arguta satira, piaciuta!

Giacomo Scimonelli1 maggio 2012

parlare senza aver collegato la spina al cervello è oramai consuetudine nella società odierna... il rispetto altrui non esiste più...si parla solo per abbattere i pensieri altrui e mai per costruire qualcosa di serio ed efficiente per la società...versi che condivido ed apprezzo