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Sociale 1 maggio 2012 · lettura 1 min · 934 letture

Uomo, è amaro questo tuo tempo

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rstorace 29 poesie pubblicate
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E ancora cadi inginocchiato sotto questo cielo ingrato tinto di rosso fuoco teso a coprire te e la vergogna di questo mondo cadi, pallido stanco in volto in questo giorno avaro di promesse le mani nude, se inoperose le mani tieni chiuse, vergognose cadi, non ti rialzi secoli di consuetudini schiacciano grava ogni responsabilità soffochi in gola il pianto nemmeno quello ti hanno lasciato e allora cadi e getti odio verso te stesso e quel tragitto che porta a casa diventa magma impercorribile sei senza anima stringi le spalle, hai freddo la solitudine unica tua compagna la dignità l'hai sotterrata, da tempo, lungo la strada.
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La perdita del lavoro è una tragedia per tutti, ma per un uomo significa perdere anche la propria dignità... Buon primo Maggio a tutti!!

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rstorace
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Commenti (15)

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Elle1 maggio 2012

Mi lascia senza fiato. Bellissima, davvero... Complimenti.

Bruno Leopardi1 maggio 2012

Primo maggio della disperazione. Ma chissà se siamo al fondo del fondo o ci sta ancora un oltre. E dove ci porterà. Ieri un'altro suicidio. E domani ancora un vento di morte spirerà tra gli "ultimi" quelli che pagano il prezzo. Ma sulla coscienza dei tanti: politici, industriali banche e banchieri, preti per non vocazione ed altro, forse essi sono. Vera e profonda. Grazie per averla scritta.

Patrizia Ensoli1 maggio 2012

Disperazione e dignità non è la fame che uccide l'uomo ma, la privazione dei suoi diritti e la dignità un primo Maggio triste questo, dove il lavoro non è più un diritto ... Senza più speranze, senza più obbiettivi... Vissuta e condivisa!!!!

Rita Stanzione1 maggio 2012

Accorata e profonda, il diritto al lavoro tanto disatteso, le tragedie che accadono non possono non lasciare tracce di vergogna. Meritevole riflessione, approvo tantissimo.

alessandro mazzeo1 maggio 2012

Un tema di grande attualità affrontato con una scrittura dura che solca la carta.

angelo cora1 maggio 2012

Non lasciamo che il latte da noi versato negl' anni, morte ancora ci doni - Riflettiamo piutosto su voti dati, da sempre a chi, ha sempre allungato le mani, pensando hai soli propri bisogni - Tema molto attuale, da meditare - Davvero molto vera, che fa pensare su errori fatti nel passato - PLAUSO -

EnzoL1 maggio 2012

ci sono riusciti, (ci tengo a sottolineare il plurale perché la confusione è tale, tra ladroni e puttane che non so più chi indicare). ci sono riusciti, a togliere ogni cosa alla gente fino anche alla vita come giustamente faceva notare Leopardi qui sotto... ora mi chiedo, quanto ancora durerà il giochino... un testo che condivido nell'amarezza che traspare...

Rita Minniti1 maggio 2012

Poesia che inchioda con le parole ogni respiro, ogni frase si possa aggiungere a quello che già ha scritto l'autrice in questa sua poesia che lascia amarezza e senza fiato. Un applauso per la bellezza del verso e per la sua sensibilità... Bellissima!

Idalgo Visconti1 maggio 2012

Non solo c'hanno tradito, ma sono venuti meno anche a un giuramento, quello sulla costituzione, dove recita: Art. 1L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. Quindi inutile disquisere, siamo gestiti da degli spergiuri (e questo nasce solo dal loro interesse) si vede sempre gente più esasperata, che viene definita con aggettivi strani ed aggregata sempre a gruppi estremisti, ma credo sia valido anche come ho sc ho scritto anche in una poesia che: Non posso condannarechi per disperazione ha il broncio risentito oppur per fame assume un'espressione vuota L'ingiustizia rende infami pieni di livore.

C

una poesia che rispecchia la drammatica situazione odierna alla quale si aggiungono anche i suicidi, oramai all'ordine del giorno, questa crisi uccide più della guerra

Nicolina Macari1 maggio 2012

E' vero per un uomo trovarsi senza lavoro ferisce dignità e orgoglio ed è spaventoso. Versi molto apprezzati e l'autrice.

Donatella Pezzino2 maggio 2012

Grande commozione leggendo questi versi densi e amari, un toccante e sensibile pensiero rivolto ad una delle più grandi piaghe del nostro tempo che troppo spesso sconfina in tragedie della disperazione. Applaudo ammirata!

maria cavallaro2 maggio 2012

Argomento di grande attualità trattato con acutezza e maestria in questi versi che ci coinvolgono tutti, come il grave problema della disoccupazione giovanile e la perdita del lavoro spingendo le persone a gesti insani e irrimediabili. versi letti col cuore in gola, !

Sara Acireale3 maggio 2012

Come non condividere questi versi accorati che trattano un argomento scottante e attualissimo?...La perdita del lavoro può produrre di conseguenza la perdita dell'inserimento sociale... In men che non si dica si può perdere tutto perdendo il lavoro... Molte famiglie sono ridotte alla disperazione, aumenta la depressione e... purtroppo si sta verificando l'aumento dei suicidi fra i licenziati...È terribile tutto questo. Sta diventando una vera e propria piaga sociale...

Carlo Fracassi3 maggio 2012

L'uomo è l'espressione del suo tempo e sta scivolando sulla via della solitudine intrisa di falso benessere. Ci sono giovani disoccupati che nemmeno cercano più lavoro, rincorrendo facili disvalori privi di ogni significato. E' la decadenza di una società che si è ubriacata di benessere e che non è più in grado d'affrontare alcun sacrificio.