Isolamento
Grazia Longo
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Tristemente va ...
resto qui rinchiusa,
nella mia torre,
ormai da tanti giorni
che non li conto più.
I giorni uguali non valgono,
quando guardi la vita,
da dentro,
non s'interrompono,
diventano uno,
un giorno unico,
immenso,
che toglie spazio
alla vita stessa.
Da fuori
mi arrivano i canti degli uccelli,
il sole che oltrepassa la soglia
e la brezza lieve del mare,
che intravedo,
come un fantasma,
irraggiungibile,
al di là dei tetti delle case.
M'arriva
lo sferragliare molesto
di qualche automobile,
giù, nella strada ...
Su tutto gocciola la solitudine,
come una ferita aperta
-da tanto tempo-
che pur sanguinando
se mi muovo appena,
ora non duole più.
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L'autore
Grazia Longo
Commenti (1)
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Gianpiero De Tomi2 maggio 2012
Il mondo che giunge solo con pochi, frammentati suoni, in questo isolamento del corpo, ma soprattutto della mente, la sofferenza che si rinnova, quasi come unica compagna che ora, nonostante tutta la sua consapevolezza di tessuti strappati, non fa male come un tempo. E la sensazione struggente, di questo immenso giorno dall'indistinta livrea, identica progressione, dove ogni attimo è identico al precedente ed a quello che seguirà, in un'unica impirica unità di tempo, riconducibile al nulla.

