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Ribellione 3 maggio 2012 · lettura 1 min · 1444 letture

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Paolo Morganti 1117 poesie pubblicate
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Infilare in un filo sottile lucide, cangianti, colpite dal sole, madreperlacee conchiglie, nelle sabbie di un mare, in un cuore d'oceano, nate. Monile prezioso, collana  d'amore, di desideri, esili giunchiglie dai soffi dei venti  piegano fino alle radici, le tife degli stagni impollinano l'aria. Al sole cuoce la carne, la pelle di uomini rudi alla caccia del cibo, in terra, per mare nei pugni serrati strette le lance di alcuni roteano clave contro mostri. Nei dipinti sulle pareti  di levigate rocce ammuffite  la coscienza prende forma l'uomo è il nodo centrale d'uno sviluppo ancestrale. Ora le parole coprono le coscienze senza ritrarre scene intere vergando candidi fogli si da l'impressione che siano vere .
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Paolo Morganti
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Commenti (6)

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una poesia che esalta l'antica comunità dell'uomo, quando la vita era molto semplice e le tribù erano unite solo per migliorare la vita di tutti, a differenza di oggi dove ognuno pensa a se stesso, bella la metafora del disegno, prima forma di scrittura e lo scrivere di adesso, notevole testo

EnzoL3 maggio 2012

tutto è cambiato, nel tempo... e lì dove prima l'uomo si dedicava alla crescita della sua coscienza divina, spirituale, ora ahimè rimane ben poco... abbiamo perso il concetto di noi stessi, e nella arguta metafora si sottolinea che utiliziamo i mezzi (che siano fogli o altro) per dipingere maschere di quello che vorremo o altro, quindi non più noi, né evoluzione... solo finzione ed artificio... bella, ben scritta--... e quanto vera!

Emanuele Martina3 maggio 2012

frose in questo priodo si vorrebbe tornare indietro, alla vita più semplice di quegli anni, bella e originale, come al solito, complimenti

Francesco Rossi3 maggio 2012

Tutta la classe del poeta si evidenzia in questi versi di alto spessore che lasciano il lettore incantato dai particolari estrapolati magistralmente dal poeta e verseggiati con la consueta classe.

Giacomo Scimonelli4 maggio 2012

impossibile non condividere il pensiero dell'Autore... apprezzate le metafore e lo stile...

DonnaFPgreeneyed4 maggio 2012

L'ho letta un paio di volte e conoscendo ed apprezzando la sensibilità dell'Autore mi par di capire, attraverso le sue sempre ben espresse metafore, che intenda sottolineare il valore di ogni 'lavoro' svolto dall'uomo. Sia esso di prestigio o pregio, sia d' eventuale manualità per procacciarsi il necessario per vivere. In tempi ormai andati, con meno possibilità di comunicazione si dava risalto all'Uomo nel suo operare. Ora, nell'epoca della comunicazione, ci si limita a raccontare con semplici parole, quasi a voler sminuire l'operato, comunque indispensabile alla sopravvivenza e nel contempo svalorizzare, togliere identità, dignità all'Uomo sostituendolo con numeri, percentuali, senza per altro valorizzarne il profilo.