Reperti

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una poesia che esalta l'antica comunità dell'uomo, quando la vita era molto semplice e le tribù erano unite solo per migliorare la vita di tutti, a differenza di oggi dove ognuno pensa a se stesso, bella la metafora del disegno, prima forma di scrittura e lo scrivere di adesso, notevole testo
tutto è cambiato, nel tempo... e lì dove prima l'uomo si dedicava alla crescita della sua coscienza divina, spirituale, ora ahimè rimane ben poco... abbiamo perso il concetto di noi stessi, e nella arguta metafora si sottolinea che utiliziamo i mezzi (che siano fogli o altro) per dipingere maschere di quello che vorremo o altro, quindi non più noi, né evoluzione... solo finzione ed artificio... bella, ben scritta--... e quanto vera!
frose in questo priodo si vorrebbe tornare indietro, alla vita più semplice di quegli anni, bella e originale, come al solito, complimenti
Tutta la classe del poeta si evidenzia in questi versi di alto spessore che lasciano il lettore incantato dai particolari estrapolati magistralmente dal poeta e verseggiati con la consueta classe.
impossibile non condividere il pensiero dell'Autore... apprezzate le metafore e lo stile...
L'ho letta un paio di volte e conoscendo ed apprezzando la sensibilità dell'Autore mi par di capire, attraverso le sue sempre ben espresse metafore, che intenda sottolineare il valore di ogni 'lavoro' svolto dall'uomo. Sia esso di prestigio o pregio, sia d' eventuale manualità per procacciarsi il necessario per vivere. In tempi ormai andati, con meno possibilità di comunicazione si dava risalto all'Uomo nel suo operare. Ora, nell'epoca della comunicazione, ci si limita a raccontare con semplici parole, quasi a voler sminuire l'operato, comunque indispensabile alla sopravvivenza e nel contempo svalorizzare, togliere identità, dignità all'Uomo sostituendolo con numeri, percentuali, senza per altro valorizzarne il profilo.




