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Riflessioni 3 maggio 2012 · lettura 1 min · 2543 letture

Ah! i poeti! questi equilibristi

Giovanni Perri 487 poesie pubblicate
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Abbiamo un cumulo di carte nel cassetto incroci combinati in lettere morte tarli e saggezze Non abbiamo cassetti abbiamo chiavi duplicati di stelle incendiarie Sono chiavi le notti fiale intere di specchi e queste pazze scaglie preghiere di vetro e ossa di plastica e sangue abbiamo alberi ai piedi e sculture di pane alla bocca e camminiamo su fogli di luna erratica non visti eppure riveduti lampi sugli archi tesi alla parola invasa e sola sterminata noia -equilibristi in bilico sui fili elettrici pronti a invecchiare domani a non invecchiare mai lingue del vivere senza saper sapendo e corpi d'acqua Invece s’invecchia sempre con palmi stretti e colli di camicia larghi con tremiti alle ginocchia e dita impastate a cercare nei tasti fossili sillogismi cataloghi di retorica settenari impazziti endecasillabi in fibre di gesso nulla che sia vedibile da un occhio appena in tempo a non morire prima d'aver trovato l'ultima chiave l’ultimo crucco l'ultimo verso avamposto
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L'autore
Giovanni Perri

Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia

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Commenti (7)

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Sadness3 maggio 2012

Molto condivise le prime sei strofe, incroci sentiti ... in quei cassetti ricolmi da rimorsi e rimpianti; metafore che descrivono abbastanza bene il sentire di chi scrive forse solo chi sente il bisogno di immortalare tra le righe riesce ad apprezzare il concetto nascosto; la chiusa mi fa pensare a chi comincia a guidare un’auto all’inesperienza e alla paura di sbagliare, piaciuto in modo particolare il “settenario impazzito” citato; grande composizione

Fiammetta Campione3 maggio 2012

Mi ha incuriosito e attratto sin dai primi versi, una dedica che scava nella mente e nei segreti di chi ha la passione- mania di mettere nero su bianco idee, sensazioni, paure emozioni e chi più ne ha più ne metta... devo dire che mi ha convinto, mi piace l'idea e anche lo stile, lirica scorrevole e per nulla scontata, molto apprezzata

Elena Poldan3 maggio 2012

Equilibristi d'emozioni, cercatori di dolori nascosti, sepolti da anni di parole, stanati per un testo che sia musica e successo... Ottima sintesi di quel che sono... i poeti... e quelli che si credon tali... Sempre apprezzatissimo il profondo e veritiero indagare con gli occhi del pensiero, oltre valanghe di infrastrutture mentali... che tu riesci, con un sol soffio, a superare...

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rstorace3 maggio 2012

abbiamo chiavi, e ogni chiave apre un forziere, e in ogni forziere esiste un mondo diverso, il tutto sempre in precario equilibrio... sì è così che mi sento... bellissimi versi, ricchi, espressivi, dedicati a chi sente tanto e lo tramuta in versi!!!

Meravigliosa lettura... di sicuro hai trovato la chiave che tramuta tutto in emozione. Letta e riletta... complimenti

Rita Stanzione4 maggio 2012

Cercatori d'acqua, anche nel deserto, poeti per passione. Poesia che si insinua nel nostro sentire..."chiavi/duplicati di stelle incendiarie" bellissimo!

I
India4 maggio 2012

Il poeta... questo equilibrista. Il poeta si deve barcamenare tra il suo sentire, la sua anima tormentata o gioiosa e i limiti che impone la poesia, cioè la ricerca spasmodica dell'endecasillabo, del verso, del sillogismo più ad effetto. Cos'è poesia, quello che parla di sentimenti o la ricerca asfissiante del verso e del rispetto della metrica? Io mi rispondo facilmente, penso alle poesie tradotte dove certamente nella traduzione si sacrifica il ritmo.