Gradisce un attacco di panico?

Commenti (15)
una profonda poesia d'introspezione, a volte nemici di noi stessi ci facciamo gratuito male, molto originale complimenti
Non ho capacità di analizzare la psiche umana, quindi non so da cosa possa na. scere questa paura, queste crisi. Certo però penso e credo che la società abbia contribuito... Apprezzata
Complimenti a questa autrice che abilmente sottolinea dettagliatamente emozioni fortissime e contrastanti di un momento di panico... rivissuto nel districarsi di un evento... a cui sottrarsi, per chi ne soffre, è assai difficile... Apprezzo l'intercalarti in uno spazio molto complicato qual'è la mente... che sotto l'influsso e la sollecitazione di più fattori manifesta spontaneamente le sue paure... fobie... Spero che tutto ciò sia pura fantasia... ma se non lo fosse... almeno che duri pochissimo.
Il panico è un oscuro nemico che ti ghermisce men che te l'aspetti; si tratta di una turbe psichica, talvolta occasionale e che non si ripete nel tempo, talvolta ricorrente ed ossessiva. Nel primo caso si tratterebbe di un momentaneo corto- circuito dei meccanismi cerebrali, nel secondo di una vera e propria fobia le cui radici affonderebbero nei traumi dell'infanzia.
E'straordinariamente incisiva ed evocativa questa lirica, segue fedelmente quel susseguirsi di sensazioni fisiche e psicologiche che purtroppo attanagliano chi soffre di questi terribili attacchi. Notevolissima, complimenti.
Un attacco di panico! Non deve essere gradito a nessuno ma bisogna adoperarsi per rimuovere subilto le cause, sono tante ma con un'unica matrice: il disturbo della nosta interiore tranquillità.
originale poesia, immagini piaciutissime... il nostro panico siamo noi!
Diretta e efficace versi che raccontano una sgradevolissima sensazione, tremenda... Trattata con disinvoltura e sottile ironia Molto apprezzata e condivisa!!!
Una mirabile descrizione di cosa sia il panico, di come si insinua nel profondo per poi ricadere dove si inciampa e si resta logori nelle azioni. Una sensazione terribile dove non ci si può difendere... un nemico che all'improvviso è come ti prendesse alle spalle e poi alla gola e soffoca. Soffoca ogni gesto, soffoca le parole stesse per esprimere cosa sia. Originale e particolare il finale di questa bella poesia è quando l'autrice chiama "buffo nemico" ciò che davvero è proprio buffo visto che il panico colpisce e poi se la ride! Grande descrizione, grande poesia, riflessiva e autentica!
brutta cosa gli attacchi di panico, per mia fortuna mai sofferto, ma ho amici che ne soffrono, ed è veramente spiacevole come sensazione, dai loro racconti si evince la sofferenza e il senso di impotenza che si prova... ottima lirica
Straordinario modo per descrivere "gli attacchi di panico" che ci attanagliano, ci stringono in una morsa e ci paralizzano. "Che almeno venga salvato il cuore"! Molto bella! Complimenti!
Ripiegarsi su se stessi, avere paura di tutto, anche di respirare... e la cosa che fa più paura è che non sai come difenderti! non c'è un pericolo esterno, il nemico è dentro, come dice l'Autrice con versi molto gradevoli e ben scritti, bella prova
Sempre più diffusi gli attacchi di panico, sono una vera piaga per che ne soffre... La poesia è originale nel modo in cui è stato trattato il tema e molto coinvolgente. Apprezzatissima!
Non so personalmente cosa sia la depressione e gli attacchi di panico ma conosco persone (molto intime) che soffrono di questa patologia... Sono persone dotate di un'intelligenza e di una sensibilità fuori dal comune... Non sono una psicologa ma penso che un ambiente sereno, una società più a misura d'uomo e una famiglia comprensiva possano alleviare (a volte addirittura si può guarire) il problema... Purtroppo oggi viviamo in una società troppo competittiva, tutto deve essere fatto in fretta e bene, è normale poi che alcuni individui non ce la fanno a tenere il ritmo...
Descrizione veritiera: solo se se n'è sofferto personalmente o attraverso la sofferenza di persone che condividono la nostra vita si può descrivere in poesia questa bruttissima bestia. colpisce la conoscenza dell'autrice sulla sintomatologia più saliente: tachicardia (battitia cascata in efficace gergo poetico), vertigne, gambe intorpidite e formicolanti, sensazione di soffocamento per mancanza d'aria, smarrimento del senso del reale e timore di impazzire perdendo la propria identità e anche quella strana sensazione di osservarsi dal di fuori provando per sé stessi una pena infinita unitamente a un dolorosissimo senso di morte imminente.













