Tempus Fugit
Tiziano Gentile
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Aberrante senso della realtà
artefatto volto dell'ego,
ti seguo,
al fine dell'ultimo sapere.
Cavalcando od al trotto,
seguo il tuo volere,
non c'è contratto,
solo pulsione di essere,
apparire immortale
di una dimensione a me
non concessa.
Mi prostro a te,
potente divinità.
Fingo stupore,
partecipo alla tua bellezza,
senza conoscere la tua essenza.
Tutto,
solo pallido e
falso volto
di un mondo che
ha a me estorto
la mia giovinezza,
pervasa dall'immortalità.
Il mio sguardo seguiva l'orrizzonte,
cielo limpido,
sole incandescente,
calavi l'ora della clessidra,
orologio di sabbia,
appartenente ad altre ere
che del mio perpetuo divenire
hai reso me partecipe.
D'improvviso una luce,
un lampo dalle divine sponde,
reso reale hai,
la mia sapienza,
e dunque
la morte.
Tempus Fugit.
Una lacrima,
e soffia il vento dell'immortalità,
anima.
Sapienzale volto della consapevolezza,
solo
Tempus Fugit.
©
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L'autore
Tiziano Gentile
La mia biografia vuole essere soprattutto un parlare della poesia e di tutti quelli che ne scrivono e portano a galla il loro modo di porsi al cospetto dell'universo. Un intreccio di fare e di pensare che si manifestano con la nobile e antica arte del decantare i nobili versi che sgorgano spontanei dalle menti provate
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