Attese ()

Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia
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Un pigiare su note sconosciute... esalano universi dispersi in antri reconditi... negati... nei dubbi... sovvertitori d'ogni consolidata certezza... destabilizzatori impietosi... Testo ermetico, ogni strofa un cosmo in cui affondare... ...esplorare, a volte, è più pericoloso che sonnecchiare. Ottima stesura, ad ogni lettura nuovi spunti... nuovi scenari...
...tre distici a trampolino... o a pozzo... qualsiasi sia la direzione... fanno viaggiare...
Poesia che richiama momenti che diventano ore e forse giorni nell'attesa che i dubbi vengano sciolti...(Mi ci trovo in pieno in questa situazione). Poesia che dà piccoli tocchi come pennellate, lascia spazio... C'è molta attesa anche nel ritmo! Bella!
Breve, proprio bella... -intere mani- mi fa pensare alle partite, come a dire intere sequenze di... cose, avvenimenti, impegni, fatica... -col mio metro di dubbi- è simbolico e poetico, cioè un buon modo di dirlo, mi è venuto da pensare -più, più di un metro-, forse perché alla fine mi sono identificata coi versi e allora io sono sempre piena di dubbi L'identificazione involontaria del lettore con i versi di una poesia è sempre un segno che è buona, penso (cioè mostra una valenza plurima)



