Pan, un dio morto
DonnaFPgreeneyed
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Palpebre schiuse
neuroni assonnati
s'inabissano
nella prima tazzina di caffè
stazione base.
Da qui, spicco il volo
per toccare il profondo
misterioso
che mi separa da te.
Idee in vortice boreale
di spirale antioraria
mi trasportano
in mondo fertile
immaginifico.
Il tuo
selvaggio Pan.
Tra albori controversi
poliedriche personalità
ed essenze sessuali
danzi e suoni
tra foreste e monti.
Grande amante per tua natura
del tuo intimo.
Per amore, l'Eco
lascia di te traccia
mentre seduci con veli
le Selene
e semini e pascoli in
anime violentate,
ormai relitti in PANico.
...Liberate dal grido:
'Tamo, il grande dio Pan è morto.'
©
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L'autore
DonnaFPgreeneyed
Commenti (2)
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Paolo Morganti5 maggio 2012
Il senso panico che ci avvolge nella simbiosi con la natura è un senso di amore per essa affinché le grida della foresta scaccino i mail dalla foresta stessa. Si legge piacevolmente questa ode ottimamente scritta.
EnzoL5 maggio 2012
una bella Ode, olktre che una profonda riflessione... impeccabile nel verseggiare, che sempre scivola ben ritmto e ricco d'immagini efficaci... mi lasci sempre stupito

