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Uomini 5 maggio 2012 · lettura 1 min · 3591 letture

Ombre silenziose

Patrizia Ensoli 1223 poesie pubblicate
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Cosa sognano le pietre quando il cristallino fiume le accarezza chissà cosa pensano quei sassi quando l’infuocato sole lo prosciuga a tristi presagi forse o urlano lamenti in voci disumane parassiti dell’anima i gemiti Massi, destinati ad una morte viva arrugginita e remota in bocce senza denti e gole urlanti
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L'autore
Patrizia Ensoli

Solo una donna, nient’altro

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Commenti (10)

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P
Paolo Morganti5 maggio 2012

cosa saremmo senza la vita stessa senza l'anima, saremmo golem inanimati e ricevere dal creato tutti gli eventi naturali sarebbe come essere massi al sole come pietre senza fiume, anima che ci fa vivere di amore.

Idalgo Visconti5 maggio 2012

Ottima lirica, metafore selezionate con proprietà e precisione. Il concetto espresso, è e rimane soggettivo, rispetto l'autrice che vede l'essere umano in balia del fato e soggetto agli schiaffi della sorte (inerme come una pietra) anche se personalmente ho un concetto della vita più "aureliano"...: “L’universo é mutamento: la nostra vita é come la creano i nostri pensieri.” L'opera per come stilata può indubbiamente definirsi pregevole... Complimenti.

angelo cora5 maggio 2012

La vita de giorni passanti, il tempo che lesto se stesso rinccore, lasciano schiaffi sul volto, cha ha volte s'ha fare del male - Veritiera ricca di immagini e delicate note -

EnzoL5 maggio 2012

siamo piccoli sassi sbatacchiati in un grande fiume, ruzzoliamo, e questo il bello, convinti di dare una direzione... una lirica di gran fascino, condivisa, molto

r
rstorace5 maggio 2012

se perdiamo la linfa vitale diventiamo morti viventi, e ci trasciniamo urlando con voci disumane... versi ermetici che interpreto come una perdita dell'anima che svuota l'uomo della sua essenza o il fiume dell'amore che se ci sfiora dà benessere ma se prosciugato ci riduce ad automi senza vita... così ho percepito questa struggente lirica di grande intensità e profondità...

C

ho sempre pensato che le pietre avessero anche loro un'anima, anche se la metafora della pietra in questa splendida lirica è l'inevitabile assoggettamento dell'uomo al destino, che spesso riserva amare sorprese, complimenti

Manola Gini5 maggio 2012

Molto bella questa riflessione la metafora poi altrettanto, siamo pietre immobili in balia del fato? penso che in alcuni momenti forse si possa scegliere di "rotolare "...

Maria Rosa Cugudda5 maggio 2012

Stupenda opera, sentita particolarmente anche perché sovente mi ritrovo a osservare e quasi a dialogare con le pietre che hanno avuto una storia e un passato, insegnando sempre e in maniera profonda! buono anche lo stile.

S
Sadness5 maggio 2012

Molto intrigante questa stesura e bello è quel porsi domande su cosa in realtà siamo non nascondo che questa poesia mi ha scosso, nel senso che per un momento ho dato molta importanza a chi è l'essere vivente, quasi dispiacendomi per tutto ciò che è senza anima non potendo sapere le belle sensazioni a cui siamo giorno dopo giorno esposti; complimenti, meravigliosa davvero

Artemisia7 maggio 2012

E soprattutto: loro si chiederanno cosa pensiamo noi? Porsi domande è sacrosanto, sapere i perché è legittimo. Tuttavia loro sono la storia, sono da sempre la, dall'inizio dei tempi. In fin dei conti, la loro morte è viva. Bella, affascinante.