Lode all'abbacchietto
De guardatte nun me stanco
buono dentro e bello fuori,
co quer pelo tutto bianco
bianco come manco i fiori.
Ce lo sai te vojo bene
perché sei tanto caruccio,
ma quando la fame viene
più ce penso e più me cruccio.
E guardandote de sbieco
già te immagino sur piatto,
poi guardandote da ddietro
me pregusto un bel cosciotto.
Già sull'animo me pesa
ma de te nun so mai sazio
e se Giulio chiede cosa...?beh...
je rispondo un bell'abbacchio!
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L'autore
Abat
Alessandro nasce 23 anni fa nella verde terra Lomellina. L'età anagrafica però non corrisponde all'età reale, che varia pericolosamente dagli 8 anni scarsi agli 80 abbondanti. Vanta il suo più grande successo letterario in un tema di 3° elementare in cui, tra lo stupore dei più, meritò un "Bravissimo". Da quella espe
Commenti (3)
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Raffaella Picotti19 gennaio 2007
devo dire che te la sei cavata bene... io sto' ancora a ride raffa
Julie19 gennaio 2007
Simpaticissimo amico, non c'è stato bisogno dell'interprete, il romanesco è lingua.A proposito hai fatto venire l'acquolina... e rimorsi. dal mare ligure.
AlexMen22 agosto 2009
Beh... divertente questa poesia... con finale d'abbacchio!

