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Dialettali 19 gennaio 2007 · lettura 1 min · 1200 letture

Lode all'abbacchietto

A
Abat 48 poesie pubblicate
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De guardatte nun me stanco buono dentro e bello fuori, co quer pelo tutto bianco bianco come manco i fiori. Ce lo sai te vojo bene perché sei tanto caruccio, ma quando la fame viene più ce penso e più me cruccio. E guardandote de sbieco già te immagino sur piatto, poi guardandote da ddietro me pregusto un bel cosciotto. Già sull'animo me pesa ma de te nun so mai sazio e se Giulio chiede cosa...?beh... je rispondo un bell'abbacchio!
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Sono consapevole che il mio romanesco è quel che è anche per ragioni geografiche... quindi chiedo scusa a tutti quelli che lo scrivono e lo parlano per davvero. Questa è solo una poesiola dopo l'ennesima serata in un locale di Milano con cucina romana.

A
L'autore
Abat

Alessandro nasce 23 anni fa nella verde terra Lomellina. L'età anagrafica però non corrisponde all'età reale, che varia pericolosamente dagli 8 anni scarsi agli 80 abbondanti. Vanta il suo più grande successo letterario in un tema di 3° elementare in cui, tra lo stupore dei più, meritò un "Bravissimo". Da quella espe

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Commenti (3)

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Raffaella Picotti19 gennaio 2007

devo dire che te la sei cavata bene... io sto' ancora a ride raffa

Julie19 gennaio 2007

Simpaticissimo amico, non c'è stato bisogno dell'interprete, il romanesco è lingua.A proposito hai fatto venire l'acquolina... e rimorsi. dal mare ligure.

AlexMen22 agosto 2009

Beh... divertente questa poesia... con finale d'abbacchio!