Quasi un’apocalisse
Giovanni Perri
487 poesie pubblicate
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Liberi come la morte
saremo liberi come Il pane
come l’acqua
come il vino
faremo salti acrobatici nelle stazioni
saremo carrozze vulcaniche
finiremo nel buco di una serratura
come formiche curiose
o come donne lunatiche
e avremo morsi di cane agli occhi
fretta nelle sottane
nelle grotte galvaniche saremo corrente sfusa
noi
con i nostri tubi di scarico
con i nostri riti all'idrogeno
baratteremo l’acetilene con una lima
finiremo in un giro di tromba
sputeremo molliche d’amore
e andremo a nasconderci sotto i tavoli
come gatti
o come matti
pisciando dolore negli alambicchi
ci suoneranno i timpani
si romperanno gli argini
tremeranno tutte le foglie del mondo
ritorneranno l'acqua e la parola
le cinque dita di dio
le stelle
saremo gli ultimi testimoni senza più luce e senza più pace
noi con i nostri lampi di genio
andremo a morire nei temporali
come metalli o tamburi
bum!
gorghi di noia e rabbia
cadranno dal cielo rane e puttane
poeti e ossibuchi
ossimori e code di lupi
e noi
coi nostri sforzi di vomito
coi nostri occhi dentro lo stomaco
saremo cenere di alfabeti
©
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L'autore
Giovanni Perri
Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia
Commenti (2)
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G
Giulia Calia7 maggio 2012
mi piace molto. E' difficile spiegare perché piace una poesia, a meno di dire banalità. Forse perché è densa.
I
India7 maggio 2012
Adoro quando la fantasia schizza e ci fa immaginare scene impossibili, paradossali, scene tra il buffo e il grottesco, tra l'ironico e il geniale. ma mai mediocri, come purtroppo è la realtà (quando non è dolorosa). Apprezzata
