Cielo all'alba
Antonio D’Auria
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Appena suggerita
dalla fastosa notte
a cancellarne le sbornie.
Tagliente di piacere freddo,
di chiaro freddo,
celeste e grigio.
Il dì era orizzonte di mare aperto,
ingoiava la scura ubriacatura.
Così liscio e lento
senz’onde il cielo
che dal fondo dell’oltre
mi spiava.
©
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L'autore
Antonio D’Auria
Vicino al mio mezzo secolo di vita, ho aperto il cassetto nascosto e riempito timidamente dal giorno in cui, diciassettenne, il mio compagno di scuola Emanuele, alla fine di una giornata di studio a casa sua, mi porse un libro rilegato, rigido e di azzurro dicendo: “Ho scritto alcune poesie, vorrei che le leggessi”.
Commenti (1)
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Francesco Rossi7 maggio 2012
C'è una sensazione universale che emerge dalla lettura della poesia che tocca prifondamente i sentimenti.

