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Riflessioni 8 maggio 2012 · lettura 1 min · 2833 letture

Precarietà dell’anima

A
Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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E’ l’anima precaria, solamente un’espressione dell’onnipresente incombenza del corpo materiale, che detta legge all’essere animale. Ogni anima diversa, pertinente al corpo che la forma, veramente esiste fino a quando può durare quel fisico che seppe lei creare. (E se per caso, per un incidente, al corpo non comanda più la mente, per l’anima si svolge il funerale prima che il corpo ciò vada a incontrare.)
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

E’ soltanto una convinzione personale, maturata però dopo molte riflessioni.

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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (2)

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aspide8 maggio 2012

Alla stessa maniera degli antichi filosofi, da Platone ad Aristotele, che parlavano dell'anima, il nostro Terracciano, dopo avere abbandonato le sue piacevoli elucubrazioni sulle città e i modi d'agire dell'umano consesso, si slancia ora con ardore sulla filosofia teologica e ci dice la sua in tre quarrtine, le prime due a rima baciata, alla maiera del sonetto, l'ultima che riprende le precedenti rime solo nei primi due versi, terminando, se si vuole, con una assonanza. Il campo teologico, nel quale egli si confronta, è però denso di grossi cervelli, ed il sentiero è irto di spine. Riuscirà nell'intento, oppure la prossima volta tornerà alle sue ricerche tecnico- filosofiche sulla topografia poetica delle città e sulle genti? Vedremo.

Elle15 maggio 2012

Niente di più vero... Anima e mente. Insieme e divise... Quella parte fisica che obbedisce ai comandi e che però ha la fragilità di una qualunque parte del corpo... La parte spirituale invece anche con un corpo fermo, obbligato, malato... continua a fare la sua parte e soccombe ogni avversità...sfiorendo lentamente, imprigionata e condannata.