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Amicizia 9 maggio 2012 · lettura 1 min · 1476 letture

Io e la quercia antica

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giuseppe gianpaolo casarini 1524 poesie pubblicate
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Del querceto di quel tempo antico mio solitaria or te ne stai tu maestosa pianta dall'ostil ascia ch'abbatte risparmiata, non più sorelle allor tante che or ti faccian tenera amica compagnia come nei dì lontani degli infantil poveri nostri giochi di fanciulli a chi più ghiande le grandi tra noi a gara da la grandinata lì caduta sparsa raccattar sotto dalle verdi verdastre chiome vostre tra quella infin ricercar poi le tumural galle quelle poi lanciar ne l’aria in alto allegri e de le prime cupole cavar barchette per il rio per minipipe lunghe poi gli acheni fornelletti trastulli nel tempo nostro poi perduti com’anco gioventù andò tra noi perduta e dolor non solo come te pur io solitario rimasto nel prato de la vita persi i compagni miei tutti dalla falce che a caso taglia senza guardar sia tenero virgulto o tronco spesso.
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Un tempo antico nel querceto folto e rigoglioso il poeta bambino con gli amici si divertiva a far giochi con i frutti di quelle maestose querce... ora una sola quercia è rimasta dopo l'opera devastatrice dell'uomo... anche il poeta ora è rimasto solo dopo che la falce che miete la vita si è portata via in simil modo quasi tutti quei cari compagni di giochi24 luglio 2014
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L'autore
giuseppe gianpaolo casarini

Nato a Milano il 25-04-1940 Residente a Binasco (MI) Pensionato Dr. in Chimica Industriale M.Sc. Specialista in Scienza e Tecnica dei Fenomeni di Corrosione

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Commenti (3)

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Francesco Rossi9 maggio 2012

Un ricco verseggiare dove l'autore sembra in sinbiosi con gli elementi che coglie e ne verseggia mirabilmente le essenze in uno spaccato di amicizia.

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Paolo Morganti9 maggio 2012

sempre un classico verseggiare, e molto bella la dedica alla natura e alla pinta secolare come la quercia simbolo di forza e poi le pipe ricavate dalle ghiande quanti ricordi . molto piaciuta .

Berta Biagini16 gennaio 2015

Non dobbiamo meravigliarci – è la vita che in ogni sua forma è padrona di noi – si può soltanto cercare di allungare il più possibile ogni nostro desiderio o quanto altro ci possa rendere felici, nell’attesa che quanto un domani dovrà compiersi non ci faccia rimpiangere niente. Sicuramente siamo più fortunati di quella quercia, poiché possiamo gestirci. Un graditissimo viaggio nel passato.