Zingara
Ti ho vista
accovacciata in terra
i tuoi piccoli correvano
liberi, senza paura
nel volto sereno
ho guardato i tuoi occhi
verdi, come i primi fili d’erba a primavera
sorridevi, senza chiedere niente
Improvvisa in me la voglia
di liberare i miei gesti, le mie parole
parlare una lingua
che nessuno comprende
un lampo mi attraversa la mente
i miei abiti firmati in cambio
delle tue stinte vesti
la mia nuova casa per la libertà
ma i tuoi occhi brillano
i miei sono spenti
come i miei sentimenti
Da lontano lui mi chiama
-Vieni
-Piove
-Ti bagni
Ma guardami
nella mia anima scorre un torrente
che, ormai ha rotto gli argini:
niente più mi interessa
Cade
la pioggia
lentamente
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L'autore
Adriana
Commenti (1)
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carla vercelli4 marzo 2014
Bella, emozionante, questa poesia, come le lacrime descritte in versi semplici, ma che hanno la prerogativa, anche minuziosamente descrittiva, di toccare immmediatamente le corde dell'anima e far trapelare da un cuore all'altro la sensibilità di chi scrive.

