L'elemosina degli occhi
Giorgia Spurio
671 poesie pubblicate
+ Segui

Di un grigio che neve
apre gli occhi sul cielo,
come le mani, le mie,
che attendono pioggia,
dorata o argentea,
che sia soave, umida come gli occhi,
spensierata così come devono essere
i sogni.
E che non sia geloso il sole,
né il mattino, quando rapiscono
i campanili, e di loro che suonano
ogni mezzogiorno,
la cullata canzoncina che ogni domenica
i bambini sequestrano tra le dita dell’udito.
E che non sia gelosa la luna,
io mi stendo solo un attimo,
pregando l’immenso,
con le ginocchia sulle strade,
con un sorriso che non vuole pietà,
con le ciglia chiuse,
e i palmi aperti.
E cadranno, dalle vostre pupille,
i vostri pensieri,
le vostre inquietudini,
voi, che siete passanti tra le foglie,
ogni vostro richiamo,
che sarà poi ricamato
dalle mie fasulle e spente parole,
rattoppate, per creare nuove speranze.
Non mi dannate per le vostre elemosine,
non mi giudicate per i vostri sguardi,
o pregiudizi, io poi farò volare le vostre monete,
una ad una, con cura, bronzo e argento,
nel pozzo, di cui non credete più il potere,
lì, dove le colombe dei desideri
amano abbeverarsi.
E le rondini porteranno con sé, tra le piume,
i colori, celesti di terra,
e rossi di nuvole,
in alto, su cupole invisibili,
sempre più in alto,
le bandiere,
con le vostre, d’immolate, adolescenze.
🌐
Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
L'autore
Giorgia Spurio
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
