La mia città
Gianpiero De Tomi
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Grande città, mia città
la tua lirica è tenue
d'ammorbata tonaca ti vesti
la tua ferita è aperta.
Mia città languisci
nella somma di un grido
senza alcun riflesso
l'eco lontano indistinto
l'approssimarsi lento del tramonto
lacrime amare di consumati sospiri.
Mia città, dal generoso pulsare
lo stridio, su binari abbandonati
direzioni insidiose ed opposte
montagne di valigie legate
profanati visi, nella mia città.
Domande urlate, senza risposta
soltanto un sogno di vita
sul muro granuloso
sporco di sorpresa e sangue.
Resta quell'attimo di follia
d'angoscia ed oppressione
a scandire le ore, nella mia città.
©
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Gianpiero De Tomi
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