Mendicante di sogni
Antonella Stelitano
129 poesie pubblicate
+ Segui

Esule dai miei natali
vago per deserti mari
approdo su ostili suoli
capaci di far piangere i cuori.
Percorro strade e viali
in cerca di ali
e volare nei sogni giovanili.
Ho come tetto stelle dorate
di sere desolate
su quel letto improvvisato
di un parco abbandonato.
Sento anni luce lontana
la materna sottana.
Ora solo qualche anima pia
mossa a pietà
dona qualcosa che ha.
Per molti non c’è posto
devo andare nella mia terra
morire anch’io in guerra.
L’anima mia resta spoglia
abituarsi a ciò non ha voglia
Sognavo vita appagata
non miseria tormentata,
echi traditori di gloria
stazionano ancora in memoria.
Tornare indietro è abbracciare sconfitta
che nel cuore sta trafitta,
devo continuare,
sopportare,
ma continuare.
Ogni giorno, ogni anno
con affanno gioia o inganno
devo colorare i miei giovanili disegni.
Non devo in eterno mendicare sogni.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Antonella Stelitano
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
stelsamo21 maggio 2012
Essere come un esule e vagare per suoli ostili, percorrendo strade in cerca della "perduta felicità". Non avere nessuna dimora, e come tetto avere soltanto il cielo pieno di stelle ed un letto improvvisato su un parco. Non avere più, ormai da tempo, le tenerezze di una madre, vivendo solamente con quel poco, che qualcuno, pietosamente offre. L'anima si sente vulnerabile e non riesce ad abituarsi a questa condizione di solitudine. I sogni di un tempo, di una vita agiata, si sono ormai infranti, anche se qualcuno d'essi, torna ancora nella memoria. Tuttavia, non si può tornare indietro: ciò significherebbe, ammettere la sconfitta! Bisogna andare avanti, per realizzare i progetti di un tempo, piuttosto che continuare a vivere di sogni!

