Non ti basto

incoraggiamenti, da poeti
abbracci, dai miei disabili atleti
complimenti, da genitori dai sani affetti
costante senso di infelicità
che mi abbraccia il cuore
sorrido, ma non a me
mi sento così insufficiente senza te
il mio orecchio attende
del tuo passo, il suono
il tuo sguardo, quanto vorrei
cullarti, quanto vorrei
tornassi da me, quanto vorrei
ci incrociamo, magari oggi
ci abbracciamo, magari oggi
tutto il male dimentichiamo, magari oggi
me la dedicasti
la ascolto interminatamente
un'illusione
ho voglia di baciarti
ora
dammi solo un cenno che mi vuoi ancora
non avrai il tempo di aggiungere parola
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Nicolina Macari14 maggio 2012
Un dolce poetare, quasi una supplica d'infinita speranza.
Bruno Leopardi14 maggio 2012
E' tanto bella quanto amara, E' una poesia che ti ferma il fiato e che ti fa pensare quanta dipendenza abbia un uomo, o una donna dal sentimento più complicato che esiste. Ti ritrovi ad essere "gratificata dai tuoi ragazzi", poi i complimenti per il "tuo poetare" e poi i genitori orgogliosi e felici di te, ma il tuo dichiararti infelice è eloquente della sofferenza interiore che hai. Ma passa anche questo. Gran bella poesia.

