Un giorno raggi inconsueti
Gianpiero De Tomi
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Un giorno raggi inconsueti
sondarono attraverso i vetri
da unte mani confusi
l'odore divenne acre
quello di tempi antichi
di passi veloci
e paglia fugace.
Soltanto la mente restava
obliqua, al volo flemmatico
quel carro dal fuoco fatato
dove offesi e dimenticati Dei
percorreva un cielo apatico.
Il frusciare delle ombre cessò
all'istante, redente dall'attimo
esse uscirono in ogni forma
a festeggiare il riflesso
là dove potevano avere
infine carne e sangue
e calore in cui godere
- calore - a lungo negato
a lungo desiderato.
Poi il volgere della paura
un abside dorato
dall'odore d'incenso
ed un altro inaspettato
oblio opprimente.
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Gianpiero De Tomi
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