Era primavera
E polvere si stende stenta
e bigia sulle parole
non c’è più un sole a stemperar
la memoria …
allora era primavera
anche se era altra
da ciò che m’era orizzonte,
era cielo amabile oltre
la triste cera del giorno
con il brulicar dei sensi.
Ora raccolgo solo conchiglie
finché non giunge il vespro,
poi alzerò lo sguardo a quel cielo
rimasto ancora amabile.
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Commenti (2)
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Duilio Martino15 maggio 2012
E' sempre primavera quando scorre nelle vene l'ardore giovanile, il cielo sempre amabile e la memoria non governa la barca (male) provocando nausea seppure il mare sia calmo ed il cielo ancora amabile!!... Bellissima Poesia d'introspezione in versi eleganti ottimamente stilati!
Francesco Rossi16 maggio 2012
Nella primavera colgo le note dell'uniforme fiammeggiare d'una solitudine sconfinata.


