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Famiglia 16 maggio 2012 · lettura 1 min · 3540 letture

Padre

Patrizia Ensoli 1223 poesie pubblicate
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Un canto stanco nel tuo sorriso aperto nell’entusiasmo che poggiava sul dolore passi i tuoi eredi di terra e pane dove nella sordità del pianto si rincorrevano quei sogni fra verdi colline e ginestre in fiore non c’era spazio allora per le aspirazioni i calli delle mani indurivano anche i cuori misero quel piatto che affogava l’ambizione quel concreto che negava la libera -azione- Si è difeso Peter Pan liberando l’incantesimo nella gioia di un sorriso e nel suo viaggio _ seconda stella a destra _ nell’isola e tutto intorno il mare
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Patrizia Ensoli

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Commenti (14)

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P
Paolo Morganti16 maggio 2012

Poesia che trascina in una forte emozione, leggendo il poetico pensiero dell'autrice si ha una sensazione di estrema tenerezza, autrice che vede persone care in una maniera dolce e in un fantastico poema versa magiche parole al fine di tracciare un mirabile personaggio che affronta un viaggio per l'isola che non c'è.

Idalgo Visconti16 maggio 2012

Un doveroso omaggio ad un padre, parte di un'altra generazione, dove duri non erano solo i calli alle mani, ma la vita intera, gente che aspirava a tanto, ma aveva possibilità di poco, però senza lesinarsi a dare a i figli... éiaciuta

EnzoL16 maggio 2012

un testo che mi tocca molto molto da vicino, e molto profondamente... i versi che mi spezzano la voce sono 10- 11- 12- 13- 14- 15... commosso...

angelo cora16 maggio 2012

Padre, quel nome più volte chiamato. da figlia, note d' amore migliore, ove confessare dolori, ove cercare emozioni, ove rubare colori, ove appendere per tutta la vita il cuore - Bellissima toccante profonda - Iper fiocco -

C

una poesia che tocca e penetra l'animo, immensamente bella, complimenti

Fiammetta Campione16 maggio 2012

Versi toccanti e densi di ammirazione e amore per un padre che del proprio vivere faticoso ha fatto dono ai suoi figli, superando le difficoltà e rinunciando alle proprie aspirazioni. Molto molto sentiti, li ho fatti miei.

Alberto De Matteis16 maggio 2012

Poesia dalle forti emozioni. Nella mia mente sono riaffiorati subito tanti ricordi di mio padre, venuto a mancare tanti anni fa e che aveva conosciuto gli orrori della seconda guerra mondiale, per averla combattuta. Furono anni di miseria e di sofferenza. Per questo mi sono tanto immedesimato con il contenuto di questa lirica di così brava Poetessa. Complimenti.

Donatella Pezzino17 maggio 2012

Un ritratto forte e delicato al tempo stesso, sulla tela di questi versi i colori traboccano d'amore per questa figura paterna così dolce... applauso commosso!

S
Sadness17 maggio 2012

Un detto dice che si raccoglie quello che si semina, e il momento arriva, c’è chi straripa di sorrisi sinceri, di lavoro eseguito con allegria, di quell’assenso consenso “tanto mi fido dei miei figli, non serve negare nulla”; sento un’immensa venerazione e trasporto d’amore sincero in questi versi, sentimenti intimi che l’autrice ha condiviso con tutti noi, grazie ...

Rita Stanzione17 maggio 2012

trasporto e ammirazione, con amore filiale, bellissimi versi

Artemisia17 maggio 2012

Un canto stanco, ma siete la stessa canzone, un'unica melodia. Difficile interpretare, capire un genitore quando ha il cuore indurito dalle preoccupazioni, quando le sue ambizioni sono solo i figli, e non gli pesa più aver lasciato i sogni, le proprie aspirazioni, perché anche quest'ultime sono dedicate a loro. Tuttavia il loro percorso di vita lo comprendiamo soltanto nell'età della ragione, ed ecco che ritorniamo alle origini, che ritorniamo tra le braccia di chi, anche se è nella sua isola lontana, non ci dimentica e non si lascia dimenticare. Da applauso. Commovente, eccezionale.

Duilio Martino18 maggio 2012

Profonda ammirazione per una lirica di spessore stilata in versi degni dei migliori Poeti... e che conserva uno stile particolare di grande fascino... Plauso al Poeta... capace di regalare tanta emozione!

Caterina Zappia19 marzo 2014

mi ha emozionato moltissimo questa tua lirica... molti versi sono inzuppati dai colori di una terra umile... un cuore sognatore con i calli in mano! complimenti poetessa!!

Bruno Leopardi20 marzo 2014

Ho profonda ammirazione per chi scrive versi di spessore umano tanto grande. E' il cuore che detta al pensiero cosa la penna sul foglio deve scrivere. Altro non può essere. E questo dimostra inequivocabilmente che il cuore non serve solo a pompare sangue in circolo. Anzi, forse ciò è un aspetto minore... Mi ha commosso questa poesia, l'ho letta più volte e più volte mi son soffermato con la mente su un verso, su un altro, mentre davanti ai miei occhi continuavo a vedere mio padre. Ben diverso ma padre. Oggi quanto mi manca. Ed allora poesia e nota, insieme ti fanno capire che i sentimenti si condividono, spesso, indipendentemente da come sono loro, i genitori e come siamo noi. Bella.