Il cielo limpido, trasparente, diafano quasi
Il cielo limpido, trasparente, diafano quasi,
nemmeno una nube a solcarlo.
una rondine vola alta, solitaria,
Verdi monti s’innalzano, stagliate le sagome,
linee imperfette nella loro perfezione.
E’ sotto questo anonimo cielo che irrompe il silenzio!
La mente vacilla, roteando, in miriadi pensieri frantumati
in questo silenzio che tutto assorbe.
A fatica gli occhi cercano la luce,
mentre il buio s’impone;
notte solenne che i sogni richiama.
E tutto tace, perfino il silenzio
- che pure è complice -
cessa il mormorio perenne,
da sempre compagno della solitudine.
Creature alate irrompono
- mortificamdo l’agonia di lussuria -
a rompere il magico cerchio
d’ipocrisia;
regina di notti infeconde.
Ma è nella pigrizia che si gioca l’ultima battaglia;
nel vuoto dell’inerzia entrambi si perdono;
che il cieco guidare il sordo non può
ne il muto proferir parola.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!