Dignità
nato a Castro dei Volsci, dove vive; sposato, con due figlie, informatico, cantautore. Ha scoperto di avere delle storie da raccontare e le racconta. Il suo primo romanzo: "Il sacro fuoco della regina"(2011) pubblicato su PhotoCity http://www.photocity.it/Vetrina/DettaglioOpera.aspx?versione=16880 oppure come e-boo
Commenti (3)
Un potere occulto ha portato all'assuefazione delle coscienze. Torniamo a pensare liberi dai vincoli imposti dal potere delle menti. La dignità,la nostra dignità di uomini e di essere viventi non potrà mai essere scalfita.
sì la chiamano superbia, perché chi ha dignità, e questa nasce dalla consapevolezza di sé, del prorpio valore, della propria capacità di valutare e scegliere e finanche sbagliare, non è riconducibile a nessun ovile ed è una scheggia impazzita che non si può dominare, ah, la superbia, vizio capitale!!!!! Mille volte peggio la bieca e falsa umiltà di chi china il capo e poi ingoia odio che prima o poi riverserà nel mondo! Bellissima poesia! Vera e sentita, e... rabbiosa e forte quanto basta a scuotere!
Questa poesia sulla dignità (da non confondere con la superbia), al di là della sua forma, mi è molto piaciuta per i concetti veicolati. Bisogna stare attenti all'uso delle parole, perché chi vede le cose da vicino scorge differenze che i più non afferrano (gli Eschimesi conoscono venti nomi diversi per il bianco e, aggiungerei, gli Ebrei coniarono novantanove nomi per quel Dio col quale essi sono in confidenza da tempo immemorabile) . Gradito anche l'accenno alle pecore che, come quelle di Rabelais, rischiano di finire tutte in mare se seguono l'esempio della prima, gettatavi da un bricconcello di nome Panurge!


