Un fiore di plastica
Grazia Longo
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Un silenzio ancora
a coprir altri silenzi
in una valle deserta
ove odo il soffio del vento
cantare d'altri luoghi,
d'altre terre,
d’altri lidi.
In sinfonie mute
si sfaldano i minuti, le ore,
i mesi, gli anni.
Senza fine.
Il tempo stesso si sgretola
sotto il maglio dell'indifferenza
e sferza l'anima la solitudine
che stringo tra le mani
ferendomi a sangue
mentre nuoto in una pozza d'acqua
sporca di deiezioni nauseabonde.
Liquame d'uomo
a ferirmi le narici
mentre il tripudio dei fiori
è qui davanti a me
a mentirmi un'altra primavera
tra gli sterpi d'un inverno infinito
tutto quel che resta
è un amore di sole spine
un fiore di plastica
sul solito davanzale
in un vaso rotto.
©
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Grazia Longo
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