Get me out
Antonella Scamarda
275 poesie pubblicate
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I sogni che nessuno
mendica
vivono nelle favelas
di un posto
peggiore
tra cumuli di respiri
spenti
come cicche calpestate
sulle strade degli
affanni
e avanzi di coraggio
mancato
da trovare...
Cingono stracci di
miserevolezze
scarti di rinunce gravide
di pianti
ma con occhi sempre sgranati
su attese sterili come
deserti.
l'Eternit (à)
spalanca le sue braccia
sopra giacigli umidi di
lacrime.
Fobie
che se si avrà bisogno
nessuno asciugherà.
I sogni che nessuno
mendica
muoiono come i bambini
di un mondo
minore
nutriti a seni smunti da
mosche e silenzi
col ventre gonfio
di desideri
e nelle bocche arse
sciolti
i soli ghiacci
d'una negazione.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Antonella Scamarda
Commenti (3)
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Francesco Rossi20 maggio 2012
Tuttu quello che si poteva poetare la poetessa lo ha verseggiato in modo sublime rendondoci partecipi della tristissima e brutta realtà.
Anna Maria Scamarda20 maggio 2012
Un testo molto bello e artisticamente ben elaborato... Un segnale forte e incisivo per chi ritiene che i sogni non dovrebbero mai mendicarsi; poiché essi, come l'amore, quando c'è e non muore, traggono forza da se stessi. "Sognatore è chi trova la sua via alla luce della luna... punito perché vede l'alba prima degli altri". (Oscar Wilde)
Carlo Fracassi23 maggio 2012
...ma poi è dalla putritudine e da un viso smunto bagnato di lacrime che nascono i più bei germogli destinati, nel tempo, a tracciare nuovi percorsi di civiltà e di speranza.



