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Riflessioni 20 maggio 2012 · lettura 1 min · 2067 letture

Get me out

Antonella Scamarda 275 poesie pubblicate
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I sogni che nessuno mendica vivono nelle favelas di un posto peggiore tra cumuli di respiri spenti come cicche calpestate sulle strade degli affanni e avanzi di coraggio mancato da trovare... Cingono stracci di miserevolezze scarti di rinunce gravide di pianti ma con occhi sempre sgranati su attese sterili come deserti. l'Eternit (à) spalanca le sue braccia sopra giacigli umidi di lacrime. Fobie che se si avrà bisogno nessuno asciugherà. I sogni che nessuno mendica muoiono come i bambini di un mondo minore nutriti a seni smunti da mosche e silenzi col ventre gonfio di desideri e nelle bocche arse sciolti i soli ghiacci d'una negazione.
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Get me out of this place Get me out of this town Before I drown in your deep Pink Water I won’t remember your face I can’t remember your frown Because I’ll drown in your deep Pink Water (Brian Molko -) Tirarmi fuori da questo posto Tirami fuori di questa città Prima di annegare nelle tue profonde Acque Rosa non mi ricordo la tua faccia non riesco a ricordare il tuo cipiglio Perché io annego nel profondo delle tue Acque Rosa (Brian Molko -)

L'autore
Antonella Scamarda
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Commenti (3)

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Francesco Rossi20 maggio 2012

Tuttu quello che si poteva poetare la poetessa lo ha verseggiato in modo sublime rendondoci partecipi della tristissima e brutta realtà.

Anna Maria Scamarda20 maggio 2012

Un testo molto bello e artisticamente ben elaborato... Un segnale forte e incisivo per chi ritiene che i sogni non dovrebbero mai mendicarsi; poiché essi, come l'amore, quando c'è e non muore, traggono forza da se stessi. "Sognatore è chi trova la sua via alla luce della luna... punito perché vede l'alba prima degli altri". (Oscar Wilde)

Carlo Fracassi23 maggio 2012

...ma poi è dalla putritudine e da un viso smunto bagnato di lacrime che nascono i più bei germogli destinati, nel tempo, a tracciare nuovi percorsi di civiltà e di speranza.