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Morte 21 maggio 2012 · lettura 3 min · 1519 letture

Lettera a mia madre nell'aldilà

Angelo Michele Cozza 240 poesie pubblicate
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L'ora che a te mi congiungerà lo sento si fa’ più vicina madre l'attesa della buona ventura speranzosa si erge tra il consumarsi di atri sostanziosi contorni di vuoto. Da quando, ci separammo tu muta e io in lacrime, quante cose sono accadute: molte non le avresti approvate se fossi stata ancora qui e ti stupiresti sapendo che fatti impensabili a mitraglia pur mi hanno colpito e -impossibile! Come...- certo mi diresti che sia. E' da tanto sai che non so più dove mettere i piedi per restare in equilibrio con la mente e non strisciare tra confusioni di vita e di morte, se andare a destra o a sinistra ai mille bivi che incontro vivendo. Mi grava la memoria il passato vedo i dettagli del mio fluttuare vacillo, cerco appoggi, scivolo fin nel fondo, atterrisco smarrito; alla ragione e al cuore cerco aiuto mentre il sangue impugna e abnega l'abitudine di scorrere tra le vene; non sto più attento alla salute non curo acciacchi, mi rassegno rimedi a morbi fisici e morali trascuro. Senza rifluire di volontà persa è ogni guida, né prudente né coraggioso non so dove andare disfatto più non mi allungo e mi contraggo se da una fessura giungono raggi di domani. Vorrei essere cieco e non vedere non fare testimonianza del vuoto che mi beffeggia e mi insulta non scambiare fandonie con altri vivi cercare e inseguire fughe d'infimo grado o trovare le mani piene di niente se tento di afferrare ancora frutti da questi giorni che si intestardiscono a tenermi secco in vita; sempre ancor più disubbidisco agli imperativi di desiderio e di possesso di bene e di sostanze apparenti. Madre, non litania è la mia per questo malessere che non si appiana ma elegia di stanchezze, stillicidio di astenia, disegno di aspirazione incalzante di pace, di quella pace diffusa che regna oltre i fracassi e le idiozie del mondo di quella pace che tu anima semplice nel silenzio dell'aldilà certo da tempo hai trovato. Ho percorso rive rigogliose mi sono immerso nell'acqua poi nella palude tra sabbie mobili ho sentito il gorgo funereo di ogni senso di stare in vita dopo i suoi inganni or attendo una tua mano soccorritrice che fuori mi tragga e mi salvi. Dove sei tu trovami uno spazio si riannodi un filo da tanto spezzato senza peso nelle acque del tuo ventre ritorni quanto prima per non lasciarle mai più.
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L'autore
Angelo Michele Cozza

Biografia Sono nato il 16 gennaio 1947 a Valva (Sa), un piccolo paese della valle del Sele, dove ho vissuto i primi anni dell'infanzia. Da molti anni vivo a ........ in terra di Bari.La mia famiglia di origine, per diverse ragioni, si trasferisce nel 1953 a Napoli. Sono anni difficili, si vive alla giornata. Mia mad

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