Il sonno di Macbeth
Grave pende
sul mio capo e dalle tende
la mia resa - ti dissi famelico -
m'attende la strada.
Un selciato d'insulti,
sai sono Caino e guardale ora, donna,
queste mani di bile.
La gente mi culla,
nell'opaca peristalsi
m'ingoia dagli occhi di un mondo
che in fondo
la luna non la vede mai.
Dorme, dorme deforme
questo nitido brusìo
accasciato alle mie spalle.
©
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L'autore
luigi88
Sono voce e volto (purtroppo) di una follia in ascesa continua...il resto chi vorrà, potrà leggerlo, ma senza troppa cura.....
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