Senza Titolo
Ridenti cirri vagabondi.
Son gigli in mezzo al mare,
son bianchi ovali e tondi,
soffi di vele da spiegare.
Fiocchi di luce biondi,
angeli appesi a guardare
i figli perduti di mondi,
sfioriti tra parole amare.
Sorrisi gai di bambini,
giochi innocenti, gustati,
sdraiati sui prati, supini.
Occhi di vita spalancati,
dita su corde di violini,
ingordi respiri inebriati.
©
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Commenti (3)
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A
Angeloantico24 gennaio 2007
... soave questa tua poesia, sembra di vagare in una dimensione quasi ultraterrena. Un Kate
R
Raffaella Picotti24 gennaio 2007
delicata e bellissima questa tua melodia di versi tra le ali degli angeli raffa
Maurizio Spaccasassi24 gennaio 2007
per questo splendido sonetto composto da un 4-4-3-3 di versi novenari (normalmente sono endecasillabi) con il metro abab-abab-cdc-dcd.La 1strofa crea un impressione di similitudine, questi cirri che assomigliano a delle vele nel mare.La 2strofa, sono angeli che ci osservano dall'alto.La 3 e 4strofa, vista ambilvalente da un prato, di bambini che giocano felici, ricerca nel cielo, ricerca interiore.I primi 8 versi (fronte) rispetto ai successivi 6 (sirma) creano lo stacco caratteristico
