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Morte 23 maggio 2012 · lettura 1 min · 4199 letture

Il giardino degli Angeli

Salvatore Testa 323 poesie pubblicate
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Uggioso il giorno innanzi, lontano nel disteso mare l'anima di una madre, a ricercar solo avanzi negli aspri e consumati istanti. Racchiusa e pallida scruta nel suo destin crudele passi divisi e incerti, che dell'amata prole il cammin di vita duole. Furtive le sue carezze nei sogni di innocenti fior, tendono le mani ancor cercano l'albero della vita senza linfa ormai sopita. Nella magna luce immersa china il suo sguardo ancor e lascia l'amara terra, degli Angeli il suo giardino nell'ultime stelle del mattino.
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Commenti (5)

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maria cavallaro23 maggio 2012

L'autore riesce a cogliere le dolorose immagini del distacco in una poetica della sofferenza scritta con parole dolci e rassegnate che contengono la grande pena di una madre, esulando da pietismi esagerati. Ottima!

Duilio Martino23 maggio 2012

Bella e profonda in versi che ricordano il vecchio gentil narrare (che amo naturalmente). Qualche rima ad arricchire che non stona affatto con il "trattato" quasi a confermare che non affatto vero, come sostengono in molti, che il dolore e la morte non si sposano con metrica e rime!

Laura Chiarina23 maggio 2012

Lirica accorata, una carezza dolce... capace di far scivolare il dolore. Dal punto di vista stilistico, un piacere ritrovarlo ai giorni nostri, specie se utilizzato per tematiche di spessore e non solo per romantici "rapimenti".

Giacomo Scimonelli23 maggio 2012

versi commoventi e struggenti che dolcemente scorrono ...una madre che non perde la forza nonostante il dolore straziante per la perdita del proprio Angelo... scritta veramente bene... arriva al cuore coinvolgendo il lettore

Anna6225 maggio 2012

compostezza nell'esprimere il dolore di una madre per la perdita della propria figlia. Un verseggiare limpido, lineare, senza compiacimento nel voler ricercare parole ad effetto per scuotere l'altrui sentire... perché è in questo modo che l'anima di una madre duole: nel suo irrassegnato silenzio.