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Impressioni 23 maggio 2012 · lettura 1 min · 3568 letture

Canta il fiume (canzone triste)

Patrizia Ensoli 1223 poesie pubblicate
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C’è una panchina di pietra eterna e muta sotto la pioggia battente immersa nell’acre odore di terra e nebbia che s’alza impregnata e bagnata come passi intrappolati nel denso grigio in un dialogo silenzioso tra l’oscurità e il giorno Poco più in là il fiume che scorrendo racconta l’insolito destino, delle ombre riflesse accarezzate e baciate nel vento dell’amore feroce per la rigogliosa sponda amata desiderata Non ha fermezza il fiume, là dove nasce in lacrime di cielo e dove muore nelle tracce riflesse cadendo, ritraendosi al di là della sabbia e piange la panchina di pietra la sua solitudine
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L'autore
Patrizia Ensoli

Solo una donna, nient’altro

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Commenti (12)

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Idalgo Visconti23 maggio 2012

Un poetare pieno di classe, eccellenti metafore che rafforzano il significato, profondo il messaggio, della vita che scorre parallela alla solitudine e il grigiore che avvolge la panchina... scena affolata, ma spesso nella vita siamo tristi avvolti nel grigiore e soli... Piaciuta veramente...

P
Paolo Morganti23 maggio 2012

triste quanto realistica visione dell'uomo e della vita che mentre scorre più o meno tranquilla, più o meno tempestosa più o meno felice si resta immobili nel presente di quell'attimo che si vive e vivere è allontanarsi dal fiume che sboccherà sicuro in un mare di luce almeno io credo.

Berta Biagini23 maggio 2012

Non è facile leggere versi che parlano d’un fiume in tutta la sua lunghezza – la nostra vita sembra sguinzagliarsi dall’inizio alla fine, colma di tristezze che neppure la pioggia riesce a mondare. Piaciuta particolarmente per la sua unicità.

Alma Gjini23 maggio 2012

Versi melanconicamente eleganti scorrono come il fiume nel grigio della solitudine, con delle gocce di luce in un fiume di tristezza che nella vita fanno solo l'effetto di un po di zucchero su una fetta di limone per renderla meno acre. Purtroppo lo zuccherò non è sempre disponibile, a volte manca e non ci resta che sedersi su una panchina e cantare una canzoncina triste, ma anche questo fa parte di quel delirante scrigno che è la vita. Tristemente bellissima, d'altro canto come ogni poesia che scrivi, hai una maestria che ti appartiene nel dipingere con le parole, e che fa vivere al lettore una immagine cosi viva di un pezzo d'anima del autore.

Antonio Biancolillo23 maggio 2012

E appaiono nidite le immagini in quell'alone di aria densa di pioggia... metafore di vita scorrono nell'attesa su quella panchina di pietra, cattedrale isolata messa lì, sotto un cielo che scorre nel tempo... tra gli odori della terra, uno scorrere tra angoli e curve, nei loro silenziosi argini... Lenti scorrono gli istanti che raccontano le parole dei giorni fatti di destino e ombre trasportate dal vento, e canta quella panchina la sua canzone triste ...per consolare il gran silenzio di chi è sola dentro orologi fermi nella misura del tempo, preparata come pasto lento di un bersaglio che nessuno nota quando incalza il vento della solitudine. Testo che ha il potere di prendere nell'animo, di farti immergere realmente nelle sensazioni dell'Autrice

angelo cora23 maggio 2012

Non si può commentare la bellezza, essa si commenta da sola - Non ho parola da usare, solo un gran Plauso, lasciare ...

S
Sadness23 maggio 2012

Due emozioni parallele; la prerogativa del fiume lo scorrere, e nel suo movimento incessante raccogliere tutto quello che gli passa accanto e il privilegio o la dote dell'immobilità (di una panchina) ... suggestiva e particolare segnalo e tengo

C

una poesia che incanta nella descrizione suggestiva del fiume con quel riferimento alla solitudine rappresentata dalla panchina, veramente un notevole verseggiare, complimenti

EnzoL23 maggio 2012

un impressione profondamente melanconica, le immagine sono nitide chiare, tralasciato l'inutile ermetismo, perché in questo caso le parole devono arrivare... solcare il letto del fiume grigio con tutta la sua solitudine rispecchiata e quella panchina sola, abbandonata... toccante, incisiva bella

D
Daniela Agrosì23 maggio 2012

Versi eleganti che trasportano il lettore sulla riva di quel fiume, immagine di vita che scorre, seduto su quella panchina, immobile punto di solitudine interiore e lentamente sale la tristezza... bella lirica, per le immagini che evoca e per le splendide metafore!

r
rstorace23 maggio 2012

cosa sia meglio non so, la fermezza e certezza della panchina che in quanto tale vive in solitudine o l'instabilità del fiume sempre in movimento con le sue passioni travolgenti, forse non si incontreranno mai... splendida riflessione, sulla condizione umana sempre in perenne contraddizione... magica

Fiammetta Campione24 maggio 2012

Un velo di tristezza e solitudine s'insinua leggendo questi versi, che arrivano al lettore e lo avvolgono. Ben delineato lo stato d'animo, immagini profondamente toccanti. Una lirica di pregio, elegante.