Tempesta Notturna
Grazia Longo
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Ticchettio di dita,
nel buio, crepita, come fuoco,
pioggia sottile, nel silenzio della notte.
Riposano le stelle nascoste
sotto la coltre d’impalpabili nubi.
Oscurità velata di rossi riflessi
e s’ode ancora il crepito di gocce,
sulle foglie, che gemono di vento
improvviso, caldo, rabbioso.
Arriva la voce del mare
e la notte si popola
di bisbiglii
d’aria e di gocce.
Più terso, ora, il canto dei grilli
zittisce il pianto della civetta.
E tace l’uomo, immerso
nel sonno profondo dei sogni.
Poi sbattono le porte, su un respiro.
Oscilla, il lume, di tremante luce.
Folate improvvise a sfogliare l’anima,
raffiche impetuose,
su poche lacrime, già asciutte.
Tacciono, di colpo, nell’ombra mossa,
le voci delle piccole creature oscure.
Urla e sibila, il vento, che azzittisce i nidi.
Rauco, schiocca la sua lingua arida
sui fiori che trasudano languore.
Immobile, l’anima si ferma, incerta,
sull’orlo d’un arcano,
a sorseggiar il sublime
d’un’improvvisa tempesta,
come fosse la vita stessa,
tutta, a rimbombar di suoni,
nel silenzio di questo tempo,
sospeso, in bilico.
Non più notte.
Non ancora giorno.
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L'autore
Grazia Longo
Commenti (2)
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Giacomo Scimonelli23 maggio 2012
turbinio d'emozioni dell'anima e della natura... intensi versi che si leggono con intensità e coinvolgono
Giuseppe Boccanfuso23 maggio 2012
Eccola la vera poesia, avvolgente e coinvolgente entra in sintonia coi battiti del cuore e si nutre del lettore donandogli una nuova emozione...


