Bellezza
La maschera di cartone
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La bellezza mi offende.
Cascata di occhi blu,
e lava di rossi capelli
imbarazzano i sensi timidi
Il tuo volto pulito
e di pietra rosea,
serra gli specchi
che incontro arrabbiati
sul cammino.
Il mio naso è maestà,
che impettisce lo sguardo aitante.
Distogli da me gli occhi.
Sembra il segreto del bello
esclusivo del tuo viso,
solo tuo,
ed io nel sublime vigliacco
mi rintano, cieco dei tuoi
sguardi negati,
passati rapidi sopra un altro.
Bella.
E non saprei immaginare altro.
E mi ripaghi perentoria
e regale come un’aquila
fiera e maestosa, guardandomi
dall’alto del tuo viso biondo,
e scavi sul mio volto, profondo già
per la magrezza e la rigidità del tratto
maturo e barbuto,
un breve e sottile pianto.
La tua bellezza mi offende,
mi chiudo,
come d’inverno le praterie,
come d’estate le tue gambe,
non aver di me paura,
del mio tesoro di pena,
Io non ho colpa.
©
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L'autore
La maschera di cartone
"Non è vero, dolore, io ti conosco, tu sei nostalgia di vita buona e solitudine di cuore oscuro, di nave senza naufragio o rotta. Come cane abbandonato che non ha traccia nè olfatto e vaga per le strade, senza una meta, come il bimbo che la notte di una festa si perde tra la gente e l'aria polverosa e le ca
Commenti (1)
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Elle24 maggio 2012
Bellissima... questa bellezza che l'autore descrive sotto lo sguardo sfuggevole, ma attento... E' strano come questa qualità possa già lavorar da sola nella mente di chi osserva e chi la detiene, anche se consapevole, non s'accorge quasi di nulla.

